NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
16
Thu, Apr
0 Nuovi articoli

Carbonia. Dimissioni rientrate, il Movimento 5 Stelle si salva dalla “sindrome Raggi”

Politica Locale
Aspetto
Condividi

 

Il ritiro delle dimissioni da parte dell’assessore alla Cultura Emanuela Rubiu è una buona notizia, per il sindaco Paola Massidda e per il M5S: la ”sindrome Raggi” – le dimissioni una dopo l’altra degli uomini scelti dal sindaco di Roma, come accadeva fino a qualche mese fa – per ora è scongiurata. Rimasti con il fiato sospeso per tutto il week end sindaco, assessori e consiglieri comunali possono riprendere a lavorare e si spera con miglior lena di quanto rispetto a quanto finora fatto vedere: resta da capire se i motivi per cui l’assessore è arrivata a un gesto così forte, anche se non portato all’estrema conseguenza, siano stati davvero rimossi. Sul contenuto della lettera di dimissioni non si sa niente, anche perché gli interessati non hanno voluto dare pubblicità al testo della missiva: atteggiamento piuttosto contraddittorio, per il movimento dei cultori della diretta streaming ma, se ci si è fatto caso, a tutti i livelli il “culto” è stato ormai archiviato nel museo dei tempi eroici. Adesso si governa e governare significa il più delle volte gestire la comunicazione con oculatezza e, soprattutto, discernere con attenzione quel che va messo sotto il naso dell’opinione pubblica, evitando il più possibile di lavare i panni sporchi in piazza. Con un’opposizione che, in larga parte e dopo parecchi anni di rapporti per così dire “cordiali” fra maggioranza e minoranza, non perdona nulla al sindaco e alla giunta, non era proprio il caso di incamminarsi in una processione di flagellanti. Poco si è saputo dunque del perché Rubiu avesse deciso di gettare la spugna ma, pure dalla scarsezza di informazioni, qualche fondata ipotesi può essere avanzata: partendo dalle circostanze delle dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Cireddu, presentate il 1° febbraio scorso. Come si è letto su queste pagine, in quell’occasione Paola Massidda aveva posto una sorta di “aut aut” ai suoi assessori: dopo l’approvazione del bilancio si sarebbe infatti reso necessario imprimere un’accelerazione nell’azione amministrativa e caratterizzare il cambio della guardia alla guida della città. I dubbiosi e i titubanti avrebbero meglio, quindi, a lasciare la carica prima che contrasti vecchi e nuovi finissero per inceppare la macchina. È probabile che le dimissioni dell’assessore alla Cultura rientrino in questo clima da “tagliando”, dal quale Rubiu avrebbe tratto di avere margini di operatività non sufficienti a mettere in campo azioni positive. Quando si parla di margini di operatività si parla di risorse, di per se stesse piuttosto scarse di questi tempi, anche in virtù di qualche “retaggio” derivante da leggerezze gestionali del recente passato, e soprattutto gestite con attenzione agli equilibri finanziari dall’assessore competente Mauro Manca, con il pieno appoggio del capo dell’amministrazione. Il settore culturale, quanto a impegni finanziari, è secondo solo a quello delle politiche sociali ma la spesa è quasi tutta preindirizzata verso strutture e servizi: difficile, senza nuovi apporti, dare un’impronta nuova alla vita culturale della città, altrettanto difficile capire da dove trarre i danari da apportare. È possibile che, dai colloqui che hanno determinato il dietrofront dell’assessore, sia scaturita la volontà da parte del sindaco e del severo detentore dei “cordoni della borsa” di compiere uno sforzo finalizzato a mettere in pista le idee della collega di giunta. Nel clima di stress che ha preceduto la decisione ed il ripensamento, potrebbe avere giocato un ruolo negativo anche l’immotivata (rebus sic stantibus) “fuga” verso Iglesias dell’associazione Lee Van Cleef e del festival rock Summer Is Mine, decisione per la quale l’assessore ha avuto parole durissime ma che lasciavano trasparire la profonda delusione per un gesto che ha privato la città, già povera di eventi, di una manifestazione nata e cresciuta a Carbonia. Non va dimenticato infine come, recentemente, la stessa Rubiu abbia preso le più nette distanze da un post su Facebook opera di un militante del M5S, che è stato pubblicato sulla pagina del Movimento: uno scritto polemico e sarcastico sulla “gestione” della storia di Carbonia e del suo passato di città mineraria che ha suscitato aspre polemiche e che, a quanto pare, non è piaciuto neppure al sindaco.

Giovanni Di Pasquale

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità