Ponte si, ponte no. A Sant'Antioco si anima la discussione sulla necessità o meno di realizzare un nuovo ponte di accesso all'isola con annessa circonvallazione previsto nel Piano Sulcis per una spesa di oltre 60 milioni di Euro. Per discuterne la bontà e l'utilità della faraonica opera la sezione di Sant'Antioco di Italia Nostra ha recentemente organizzato due incontri, l'ultimo si è svolto sabato scorso, riguardanti proprio infrastrutture, portualità ed ecosistema di Sant’Antioco. <Abbiamo deciso di dare vita ad un comitato di cittadini, associazioni, gruppi politici – spiega il presidente di Ialia Nostra Graziano Bullegas - per informare, coinvolgere, partecipare alle varie fasi della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e di attivare un tavolo di confronto con la nuova amministrazione comunale al fine di rimodulare i finanziamenti previsti dal piano Sulcis a favore delle opere realmente utili all'intera comunità dell'arcipelago e del territorio circostante>. Nel corso degli incontri di sabato sono state illustrate le perplessità verso le opere infrastrutturali oggi previste dal Piano Sulcis. <lo abbiamo fatto attraverso i documenti ufficiali come studi e atti pubblici – continua- Bullegas- analizzado i risultati che tali decisioni e scelte politico amministrative comporteranno per i cittadini e per l'ecosistema della laguna di Sant'Antioco che non portano nessuna utilità in termini di ricadute sociali ed economiche in grado di creare opportunità di lavoro e di migliorare la qualità della vita della comunità isolana>. Altra criticità emersa è stata quella riguardante la viabilità, in primo luogo l'attuale SS 126 tra il bivio Sirai e l’ingresso di Sant’Antioco, ormai trasformata in strada di servizio e non più in grado di assolvere il compito di arteria di collegamento tra l'isola di Sant'Antioco e l'isola madre. Purtroppo abbiamo dovuto constatare che per tutte le opere sopracitate, ad eccezione del nuovo ponte e della circonvallazione, non è al momento previsto alcun finanziamento. Di contro Italia Nostra ha evidenziato una serie di proposte che puntano sulla necessità di attivare invece un'improrogabile pianificazione finalizzata al completamento e alla riqualificazione di tutto il front mare con la riconversione dell’attuale porto commerciale da trasformare in porto commerciale, turistico, pescatori, cantieristica e terminal crociere. Quindi pollice verso di Italia Nostra al progetto come è stato il parere espresso recentemente anche dal Gruppo di intervento giuridico onlus. <Opera che appare sovradimensionata e poco compatibile con i valori storico culturali del sito interessato dove, tra l'altro, è presente il rudere del ponte romano- denuncia Stefano Deliperi- simbolo del luogo e fondamentale riferimento del patrimonio culturale identitario degli abitanti di Sant'Antioco>.
Sant'Antioco. Italia nostra auspica la nascita di un comitato per discutere sulle infrastrutture del Piano Sulcis che interessano l'isola
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