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Sant'Antioco. Ponte nuovo si, ponte nuovo no: una patata bollente che incendia la campagna elettorale

Politica Locale
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Il collegamento tra l'isola di Sant'Antioco esiste da tempo. E' un ponte inaugurato nel 1981 che ha ridato a Sant'Antioco lo status di Isola. Adesso però è in progetto la costruzione di un ponte  più alto e più moderno. Il Costo, finanziato con i danari pubblici che arrivano col Piano Sulcis, è di 67 milioni di euro.  L'opera si inserisce così dirompente sulla campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale del prossimo 11 giugno che spacca certezze e insinua dubbi sulla necessità e l'utilità della costruenda imponente opera. Da un lato la si vede come il toccasana economico occupazione di un  radioso futuro economico turistico. Dall'altro si paventa che sia solo un metodo di spostare l'attenzione da investimenti più importanti cui veramente la città e l'isola avrebbe bisogno, come una riqualificazione in ottica turistica di tutto il front mare cittadino, per librarsi in un vero, duraturo e certo sviluppo economico. In particolar modo sarebbe del tipo “ti faccio vedere la caramella ma ti nascondo il pacchetto che le contiene”. In pillole: ti costruisco il ponte facendoti balenare visioni di rilancio economico turistico e tanti posti di lavoroi ma per farlo ti tolgo i finanziamenti del rilancio portuale. Qualcuno poi più malignamente insinua che  si vorrebbe perseguire la costruzione del ponte, a discapito di un rilancio portuale, proprio perchè un suo rilancio come da tempo ipotizzato, disturberebbe e danneggerebbe l'attività di altri scali turistici e non del sud Sardegna. Ovviamente come in tutte le vicende si tenta di vedere il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto dove con varie argomentazioni  si cerca di riempire o svuotare l'altra metà. In mezzo rimane una città: Sant'Antioco, sempre più povera, sola, avvilita e sempre più abbandonata a se stessa. La ricetta che potrebbe dare adesso speranze di ripresa ad un malato terminale come Sant'Antioco rimane certamente quella di manutenzionare il ponte esistente e rivendicare, al posto di un mega e per certi versi inutile galattico ponte, l'investimento portuale per realizzare un efficiente e utilitaristico front mare tale da unire inglobando anche le aree ex Sardamag in un susseguirsi senza continuità di soluzione di iniziative turistiche e occupazionali Sa Barra con Sa Punt'e Saliga. Di questo dovrebbero farsi carico i gruppi politici che si apprestano a governare la città per i prossimi cinque  anni.

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