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Nuxis. Intervista col sindaco uscente Roberto Lallai.

Politica Locale
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Ieri 11 giugno i cittadini di Nuxis hanno votato per eleggere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Roberto Lallai, 67 anni, ex maresciallo dell’aeronautica, impegnato per 20 anni nella politica locale (è stato anche consigliere della ex provincia di Carbonia-Iglesias dal 2005 al 2010), di cui i primi 10 da assessore e gli ultimi 10 da sindaco, ha deciso di non ricandidarsi. Tentazionidellapenna.com che segue con attenzione l’evoluzione della politica locale sulcitana  è andata a trovarlo ed ha accettato di buon grado di rispondere a qualche domanda.

Lei ha trascorso 20 anni al governo di Nuxis. Ha avuto una postazione di osservazione privilegiata. Che paese ha trovato e che paese lascia?

In generale posso dire che la società a Nuxis, così come ovunque, è cambiata parecchio in questi anni. Senza dubbio è aumentata la preparazione culturale ma a livello sociale sono stati fatti dei passi indietro rispetto al passato. Noto che ci si aiuta sempre meno, sta scemando lo spirito di gruppo, c’è meno tolleranza e meno rispetto nei confronti degli altri. Prima le persone erano più prese dal lavoro o magari dalle faccende domestiche, ora c’è più tempo libero ma viene occupato male: stiamo sempre col telefonino in mano – mi capita di notarlo anche quando ricevo le persone in ufficio – “presi” dai social network,che a parer mio sono una rovina. Per quanto riguardo lo specifico di Nuxis secondo me, benché in tanti dicano sia il contrario, in paese ci sono più chiacchiere rispetto al passato ma meno rancore e meno divisioni. Qualche tensione, visto che si sta chiudendo la campagna elettorale, è fisiologica ma credo che passerà presto.

Che cosa ha significato per lei fare il sindaco?

Sicuramente per me è stato un impegno gravoso che ho portato avanti con passione. Sono sempre stato presente, la porta del mio ufficio è sempre stata aperta per tutti. Se qualche volta è capitato che qualcuno è venuto e non mi ha trovato è perché ero impegnati in riunioni fuori. Ho sempre cercato di risolvere i problemi dell’amministrazione e di dare una mano d’aiuto ai miei concittadini.

Quali le difficoltà sono state le difficoltà più grandi?

Sicuramente il contesto generale non ha aiutato me né chi ha amministrato con me. Infatti contemporaneamente sono calati i trasferimenti da parte dello Stato e della Regione, il personale si è ridotto ma sono aumentati i compiti attribuiti ai Comuni. Sono cresciuti i tributi locali e sempre più spesso gli amministratori, soprattutto i sindaci che sono il punto di riferimento delle comunità, sono diventati il parafulmine dello stato e abbandonati a se stessi. Una situazione talvolta frustrante, ma nonostante tutto, grazie allo sforzo dei funzionari, siamo riusciti ad andare avanti e a garantire i servizi essenziali. Basti pensare che il mio successore troverà la maggior parte delle spese correnti del bilancio comunale destinate al personale e ad impegni sociali inderogabili.

C’è qualcosa che pensa che avrebbe potuto far meglio?

Premetto che mi sono sempre impegnato al massimo, forse avrei potuto essere più incisivo riguardo la questione di quello che in zona è conosciuto come “ospedaletto” (la residenza sociosanitaria S.Elia - N.d.A). Buona parte delle risorse provenivano dalla legge 37, nella convenzione era previsto che il 40% delle figure professionali venissero assunte a Nuxis, mentre ne è stato assunto solo il 20%. Forse con una azione più forte si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore, ma non è detto.

Quale è stato il momento più difficile?

Sicuramente la gestione del servizio idrico. Purtroppo non sono stato capito e sono stato accusato ingiustamente di aver tentato di svendere l’acqua che era considerato come il fiore all’occhiello di Nuxis. La legge prevede che i comuni che vogliono gestire il servizio idrico in autonomia lo facciano con risorse proprie ma per un piccolo comune come Nuxis è diventato impossibile. Negli anni del mio mandato ho garantito, forse in maniera non ottimale, l’autonomia del servizio idrico: mi sono impegnato in alcuni interventi per garantire razionalizzare il bene acqua come ad esempio la realizzazione di un pozzo artesiano de S’Acqua Calenti che garantisce la costanza della fornitura visto che la sorgente de Sa Turri specialmente in annate siccitose come questa non è sufficiente, ed inoltre si è realizzata la connessione della rete idrica della frazione di Acquacadda con quella del centro garantendo in questo modo l’autonomia di tutto il territorio comunale da Abbanoa. Alla fine dei conti mi sono limitato a rispettare la legislazione regionale e statale perché un Comune, non può andare contro le leggi. Purtroppo non credo che sarà più possibile andare avanti in questo.

(nel tono di Lallai si percepisce tutta l’amarezza per questa vicenda che è stata seguita con grande attenzione da tentazionidellapenna.com ndr)

Quale, invece la soddisfazione più grande?

(Lallai ritrova il sorriso e risponde immediatamente): le tante persone che in questi giorni mi stanno ringraziando e per quanto fatto in questi anni e la stima, ricambiata, da parte del personale.

Specialmente negli ultimi anni con gli sindaci del territorio vi siete trovati a dover fronteggiare situazioni di crisi complesse. Come è stato il rapporto con i colleghi?

Senza dubbio dalla crisi economica il territorio esce solo con la collaborazione di tutti. È da poco che le amministrazioni locali hanno iniziato ad intraprendere azioni coordinate ma c’è ancora molta strada da fare. In generale il mio rapporto con i colleghi è stato abbastanza buono, anche se devo dire che con alcuni la collaborazione, così come i rapporti personali, sono stati migliori che con altri.

Se la sente di dare un consiglio al suo successore?

Assolutamente no! Tutti e tre i candidati sono persone validissime con esperienze lavorative importanti e non ne hanno bisogno. Chiunque vinca, in base alle sue esperienze e al suo modo di essere imparerà a “governare”.


La redazione

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