Gian Luca Lai, finito nel vortice delle polemiche in particolare sul web, a causa di un presunto conflitto di interessi, si mostra non meno che sereno: «Fra la mia attività professionale e l’incarico di assessore e vicesindaco non c’è alcun conflitto. Le polemiche sono strumentali o si basano sulla poca conoscenza delle procedure. Comunque la questione è stata sottoposta all’Autorità Nazionale Anti Corruzione». Lai, all’incirca da due mesi, è stato assunto in una società facente parte del consorzio che si è aggiudicato i lavori di bonifica dei terreni nell’area dello stabilimento della Portovesme s.r.l. La società della multinazionale Glencore ha presentato da tempo una richiesta per la realizzazione di una nuova discarica, in un’area che insiste sul territorio del comune di Carbonia: su questa circostanza si basano i sospetti e le insinuazioni che la posizione di Lai confligga con la serenità e la trasparenza con cui l’amministrazione comunale è tenuta ad affrontare la questione.
Assessore, come ha ottenuto l’incarico professionale?
Sono stato contattato, anche perché, da geologo, ho lavorato per anni nel settore delle bonifiche. Va detto che il consorzio di cui fa parte l’impresa per cui lavoro si è aggiudicato l’appalto a seguito di gara e non per affidamento diretto. Dopodiché dico senza mezze misure che non ho rapporti di alcun genere con la Portovesme s.r.l.»
Che tipo di lavori svolge l’impresa per cui lavora?
Sostanzialmente, attività di movimento terra. Ci sono dei terreni contaminati in varia misura che vengono asportati a diversa profondità a seconda della caratterizzazione. Aggiungo che la responsabilità della contaminazione dei suoli in quell’area è in larga parte di responsabilità delle proprietà pubbliche che hanno preceduto la Glencore, le quali hanno dovuto sborsare la gran parte dei fondi per la bonifica.
Alcuni militanti del M5S l’accusano di non avere messo a conoscenza il Movimento di questa novità.
Assolutamente falso. A uno di essi, Mauro Careddu, l’ho detto personalmente, di fronte ad altre persone. Tra l’altro recentemente ne abbiamo discusso in una riunione. Di fatto tutti sapevano tutto da tempo, tanto è vero che qualcuno sul web ha cominciato a diffondere insinuazioni cui finora ho creduto opportuno non rispondere. Se però qualcuno crede di poter fare salire la tensione su questo argomento, sappia che non tollererò che si metta in discussione la mia onestà e farò valere le mie ragioni in tribunale. Quindi consiglio ai naviganti della rete di prestare la massima attenzione a quel che scriveranno d’ora in poi. Quanto poi ad altri aspetti di cui si lamenta scarsa conoscenza, come per esempio la tipologia dei terreni ai sensi del Piano Urbanistico, fa sorridere vedere sotto queste affermazioni le firme di consiglieri e assessori, sia pure ormai ex.
Perché non ha pensato di rendere pubblica la circostanza e perché ha aspettato due mesi per chiedere il parere all’ANAC? Questo forse ha favorito il clima di sospetto nei confronti dell’amministrazione.
Può darsi. È stato, quest’ultimo, un periodo piuttosto complicato per l’amministrazione, può essere che, presi in mezzo a situazioni stringenti, abbiamo sottovalutato questo aspetto. Io tuttavia e, con me, il sindaco, ritengo che di conflitto di interessi non vi sia neppure l’ombra: ma lascio che ad esprimersi sia l’ANAC. In ogni caso, la partecipazione alla conferenza dei servizi che precede l’autorizzazione da parte della regione non ha alcuna connotazione politica, tanto è vero che il sottoscritto ha partecipato solo una volta e per un caso. La normalità è che gli enti siano rappresentati da dirigenti e funzionari delle pubbliche amministrazioni: il 18 maggio ho partecipato in quanto, in città, si festeggiava il santo patrono e i dipendenti comunali erano giustamente in vacanza. Aggiungo che in quella sede mi sono associato ai rilievi che al progetto hanno avanzato altri componenti: posso dire che sono stati rilievi piuttosto pesanti, a conferma che la procedura non è una barzelletta ed io, in rappresentanza del comune di Carbonia, li ho condivisi apertamente. Se vuole saperlo, nella stanza era presente anche l’amministratore delegato di Portovesme s.r.l.
Ma qual è la posizione dell’amministrazione comunale rispetto alla nuova discarica? Quei terreni, nel PUC, sono definiti “di alto pregio” dal punto di vista agricolo.
Non del tutto, alcuni certamente sì. E infatti il funzionario e il dirigente competenti hanno già da tempo fatto presente questo dato di fatto in conferenza dei servizi. Dopodiché, il consiglio comunale ha la possibilità di modificare la qualificazione dei terreni cui si parla. La questione però dovrà essere affrontata quando si sarà accertato che gli stessi, come sostiene la Portovesme s.r.l., sono contaminati: a quel punto il cosiddetto “alto pregio” sarà solo sulla carta. Sul punto, ad ogni modo, sottolineo due aspetti. Il primo: in quanto assessore, non ho diritto di voto, quindi ogni ipotesi di conflitto viene a cadere. Il secondo: se pure il consiglio non procedesse alla modifica del PUC, l’amministrazione regionale, che in tema di ambiente è in posizione superiore rispetto a quella comunale, potrebbe procedere ugualmente modificando il Piano Urbanistico e successivamente autorizzare la realizzazione della discarica. La nostra posizione è stata esplicitata più volte e mi meraviglia che alcuni dicano di non saperne niente. Noi abbiamo detto che siamo favorevoli alla realizzazione a patto che le tutele della salute dei lavoratori e dei cittadini siano garantite al massimo livello e per questo motivo seguiamo con estrema attenzione lo svolgimento dei lavori della conferenza dei servizi i quali, come ho già accennato, si volgono in un clima di massimo rigore. Si tratta in definitiva di una posizione pragmatica: né ostilità né accondiscendenza.
Qualora l’ANAC si esprimesse per la sussistenza del conflitto d’interessi, si dimetterà?
Sono certo che così non sarà ma restituirò la delega dell'Ambiente al sindaco un minuto dopo aver ricevuto un parere del genere. Per altro, sottolineo che l’incarico professionale è a tempo determinato e terminerà il 31 dicembre 2017. A tal proposito penso che, se davvero avessi gettato a mare la mia onestà e la mia reputazione per otto mesi di lavoro, più che un disonesto sarei un cretino.
Giovanni Di Pasquale