"Dove non c’è più comunità, la proposta politico-culturale non passa". E' il titolo di un editoriale apparso su "Democrazia Oggi" blog di informazione politica scritto dal condidato sindaco di Nuxis Andrea Pubusa, che ha terminato la sua corsa al Comune al secondo posto, che dirige anche il blog. Andrea Pubusa nell'articolo ragiona su alcune considerazioni politiche che hanno, a suo dire, non fatto capire appieno agli elettori la sua proposta politica per il "paese Nuxis" e che sarebbero state la causa della sua mancata vittoria alla guida del Comune. All'articolo ha risposto l'ex consigliere comunale Claudia Serra, che non era candidata nelle ultime consultazioni amministrative, che ce lo ha inviato e che pubblichimo prima l'articolo scritto dall'avvocato Andrea Pubusa.
IL COMMENTO
Caro Andrea, credo che la sua prima frase abbia raccolto l’essenza della sua sconfitta. Capeggiava una lista e solo lei è stato battuto. Ho rispetto per un compaesano che ha dato prova di eccezionalità in diversi ambiti professionali, politici e culturali e seriamente ho ammirato il suo lavoro. Ciò che gli altri dicono di lei, non ciò che lei dice di se. Per essere grandi è necessario avere un ego smisurato da alimentare continuamente. Un anno fa ho apprezzato la sua esposizione della Battaglia di Palabanda durante l’inaugurazione del murale al mio paese. La seconda volta che ci siamo incontrati è stato nella sua bella casa a Nuxis. Prima di Natale. Sul fuoco ardevano due enormi ceppi e nella grande cucina si discuteva delle elezioni ormai incombenti. Cercava, essendo stato coinvolto, eventuali candidati per una lista. Rimasi stupita da quante argomentazioni condividevo con lei. E’ stato un bell’incontro. Come le dissi in quella occasione, non intendevo però ripresentarmi come candidato. Da appassionata della politica quale sono e soprattutto da cittadina di Nuxis, ho seguito molto da vicino la lunga campagna elettorale. Dalla mia posizione ho visto ciò che intorno a me succedeva e leggendola in questo articolo, che mostra si il suo amore per il paese natio ma altrettanto, la parziale conoscenza del suo tessuto sociale, posso dire di non averla apprezzata punto. Le mie competenze in materia politica sono senza dubbio infinitesimali se paragonate alla sua mole di conoscenza, tuttavia azzardo una analisi delle circostanze che hanno decretato il secondo posto, anziché il primo nella competizione elettorale. Lo faccio partendo proprio dal suo articolo pubblicato su “Democrazia Oggi” perché espressione del suo sentire e perciò è parte di lei e dei suoi intimi convincimenti.
“Mettere a disposizione esperienza, competenza” è cosa ammirevole, farlo partendo dall’analisi del bisogno reale della cittadinanza è esemplare. Nessuno ha temuto le sue competenze, anzi! Gran parte dei miei compaesani non hanno ripetuto altro in questi mesi rispetto alle sue qualità superlative e all’utilità che Nuxis avrebbe potuto ricavare. Altri ancora in ciò hanno temuto più che le sue capacità, la delega. Sa bene che spesso, riconosciuto un condottiero, si demanda allo stesso la maggior parte del lavoro. Questa modalità deresponsabilizza e davvero non è ciò di cui abbiamo bisogno. Maggior consapevolezza rispetto alle problematiche, rendono il cittadino più propenso al lavoro.
Fa riferimento al boomerang e ritengo con ragione rispetto a ciò, ma non con le motivazioni da lei portate. Credo che l’esibizione volontaria del pagamento dei tributi, sia stata una decisione del tutto personale e spero, come circola voce, non dipenda dal controllo della situazione dei suoi avversari rispetto agli stessi tributi. Mi pare di ricordare, ma non ho molte basi in merito alle leggi e potrei sbagliarmi, che determinati documenti presenti negli uffici comunali siano tutelati da privacy. Nessun privato cittadino può controllare la situazione di altri cittadini. Questo mi porta a pensare che qualcuno dall’interno possa aver controllato e riferito e spero vivamente non sia così perché in qualità di cittadina mi impensierisce che qualcuno, chiunque, possa vedere miei documenti. Essendo lei uomo di legge non avrebbe mai potuto consentire che ciò venisse fatto. Molti però hanno dubitato e il boomerang è tornato indietro.
Ha davvero una pessima opinione degli abitanti di Nuxis se pensa che il pettegolezzo e l’insulto siano l’unica forma di scambio comunitario. Non sa che siamo il paese, in proporzione al numero di abitanti, con il più alto numero di associazioni e società sportive? Ciascuna di queste realtà lavora durante tutto l’anno e con grandi sacrifici cerca di tenere, attraverso riunioni, assemblee, convegni, mostre e eventi, la condivisione, la discussione e l’unione della comunità. Non sono rose e fiori, ma neppure solo spine come sembra avere visto lei. Non ci sono più partiti, ma la politica posso garantirle che interessa e intriga moltissime persone e forse parte di quella grande passione negli ultimi mesi le è arrivata.
Avendola conosciuta per la sua cortesia e modi signorili, mi ha stupito leggerle un termine come “capobastone”. Pesante e carico di significati che davvero non ci appartengono. Trovo sconsiderata l’affermazione, così come gli appellativi irriguardosi verso chi si apprestava a governare.
Mi permetto di dirle anche che la scelta di cavalcare in solitaria i comizi, non è stata una mossa abile e mi stupisce data la sua arguzia dimostrata in altre occasioni. Il gruppo di persone da lei capeggiato, ha una sua specifica personalità. Al suo interno ci sono conoscenti e amici di cui apprezzo il valore umano e le competenze. Ritengo sia stato un errore non aver permesso che dessero voce all’espressione del loro progetto per il paese.
Concludo dicendole che ha ragione, alle “masse disperate” terrorizza “una iniziativa di stampo autoritario”, “la democrazia è fragile e in pericolo”, ma questa volta tale pericolo l’abbiamo scongiurato.
Claudia Serra
L'editoriale dell'avv. Andrea Pubusa
Ho accettato di capeggiare una lista di giovani capaci al consiglio comunale di Nuxis e sono stato battuto. Pensavo di fare qualcosa di utile per il mio paese natio, mettere a disposizione la mia esperienza e la mia competenza professionale, il mio disinteresse per far fare al paese un salto di qualità, ma l’iniziativa non è stata recepita. E’ stata quasi temuta. Ha prevalso sulla proposta culturale e politica la rete di frequentazioni e parentele. Per fare il sindaco non basta la cultura, la credibilità ai livelli più alti o vasti, ma occorre essere interni alle logiche locali. Piccole irregolarità, un po’ di caccia di frodo, piccole evasioni o mancati pagamenti di tributi locali. Ad esempio, è stato probabilmente un boomerang esibire un attestato di regolarità nel pagamento dei tributi locali mentre molti sono i morosi in paese anche fra i concorrenti e i candidati avversari. Molti forse hanno tenmuto che un avvocato sia una sorta di pubblico ministero e fra il vedere e il non vedere ha preferito su connottu.
Poi che presa può avere in settori marginalizzati e disperati per la crisi una proposta di alto profilo amministrativo e culturale? Prevale la promessa di un lavoretto, e così una lista di persone attive e inserite sul piano professionale e lavorativo appare estranea e lontana. Di più e peggio: la loro partecipazione all’amministrazione sembra un atto di ingordigia, di sottrazione di un opportunità o di una paghetta a un rien faisant, a dei nullafecenti.
C’e’ poi anche il potentato di turno, come nei films western, una struttura di assistenza ad anziani che fa balenare il miraggio di assunzioni anche temporanee. Primum vivere, deinde philosophari. Anche due mesi di lavoro malpagato vale più di tante bei programmi di prospettiva. Il paese continua ad affondare, ma per ciascuno è importante il salvaggente personale.
A ben vedere, si è in presenza di realtà dove si è smarrito il senso di comunità e l’iniziativa per ricostituirla trova difficoltà ad essere compresa. La vita democratica è sostanzialmente inesistente, poiché sul dibattito meditato prevale il pettegolezzo o l’insulto.
Ci sono ovviamente anche forze sane, ma stentano ad emergere in un contesto che ha perso la struttura classica di aggregazione novecentesca: i partiti politici. Il partito favoriva una dialettica su programmi come articolazione e specificazione di opzioni generali, oggi questa supporto è venuto meno e larghi settori non hanno i mezzi culturali e materiali per esprimersi liberamente.
In questo contesto è difficile anche vedere una via di uscita. Creare momenti di discussione e aggregazione è estremamente difficile. Forse l’istituzione locale può essere il bandolo della matassa. Sennonché, in un ambiente caratterizzato da consorterie, piccoli gruppi intorno ad un capobastone, è proprio questo che è quasi impossibile. Tuttavia, non bisogna mollare, un paziente lavoro culturale può consentire di riannodare i fili di un tessuto, da cui può rinascere una comunità.
Traendo da questa esperienza insegnamenti più generali, vien da pensare con terrore a quanto possa far presa su queste masse disperate una iniziativa di stampo autoritario, che si accompagni aun qualche successo sul piano economico e occupazionale. Renzi ha perso malamente sul referendum perché ha prevalso la protesta contro la disoccupazione e la crisi, la rabbia per i successi economici strombazzati, ma palesemente contraddetti dalla realtà. Ma se la torsione autoritaria si accompagnasse ad una ripresa, cosa potrebbe succedere? Toccare la realtà con mano ti fa capire quanto la democrazia italiana sia fragile e in pericolo.
fonte editoriale e foto Blog Democrazia Oggi