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Sant'Antioco. Tavola rotonda su territorio, Turismo e infrastrutture.

Politica Locale
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In un’affollata sala convegni dei Sufeti in piazza De Gasperi a Sant'Antioco sabato sera si è svolta una tavola rotonda per parlare di territorio, infrastrutture e turismo. Un convegno organizzato dal Pd per discutere le tre linee guida su cui si dovrebbe porre l'attenzione per trovare soluzioni alle difficoltà infrastrutturali che consentano una crescita economica e sociale della città e del territorio. Con il deputato Emanuele Cani; Cristiano Erriu, assessore regionale agli Enti Locali; Paolo Maninchedda, ex assessore regionale ai lavori pubblici;  Antonello Cabras presidente della Fondazione Banco di Sardegna sono state affrontate e discusse le potenzialità e le prospettive del centro lagunare e di tutto il territorio alla luce del piano Sulcis. <Crescita, infrastrutture e sviluppo turistico -ha sottolineato Emanuele Cani aprendo i lavori- sono strettamente collegati e su questo dobbiamo scommettere>. Sulla stessa lunghezza d'onda anche gli altri interventi dei partecipanti.  A fare gli onori di casa il sindaco di Sant'Antioco Ignazio Locci che nel suo intervento ha sottolineato che è necessario ridisegnare le priorità per le infrastrutture. <Il quadro territoriale è cambiato non possiamo chiudere i ragionamenti al Sulcis- ha sottolineato Ignazio Locci- Nel Sud Sardegna ci sono 107 comuni e bisogna tenerne conto. Meno burocrazia certamente- ha concluso il sindaco Locci-  ma i comuni siano protagonisti. Diciamo no al neocolonialismo statale e regionale>. Al convegno era presente anche il comitato spontaneo cittadino “Porto Solki” i cui portavoce hanno presentato un documento, sottoscritto da mille cittadini,  che chiede la rimodulazione delle opere che interessano la città. Nel documento si rimarca l'inutilità del nuovo viadotto e del progetto sulla portualità che non prevede nessuna realizzazione del porto turistico e relativa nuova cantieristica. Inoltre, si legge nel documento, le recenti fusioni societarie che confluendo i terreni ex Sardamag in IGEA potrebbero precludere lo sviluppo turistico di tali aree. Il documento ha suscitato molta attenzione da parte dei politici presenti che hanno promesso di discuterne i contenuti in un'altra prossima tavola rotonda.

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