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Iglesias. Sulcis iglesiente. Le proposte della Cisl elaborate in un recente convegno per il territorio.

Politica Locale
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In questi ultimi tempi è sempre più viva e attuale trovare proposte e idee per liberare la provincia più povera d'Italia dai lacci e lacciuoli che impediscono uno sviluppo del territorio. Di seguito alcune proposte della Cisl territoriale elaborate in un recente convegno per dare un senso allo sviluppo economico ed occupazionale del territorio.
PIANO DI SVILUPPO ECONOMICO SULCIS-IGLESIENTE - PROPOSTA
Dal Convegno del 7 dicembre 2017, promosso dalla Cisl del Sulcis Iglesiente, è emersa la necessità di elaborare una proposta di sviluppo del territorio. Ciò è stato fatto grazie ai contributi portati dai partecipanti al Convegno: la relazione del Segretario Generale CISL Fabio Enne e dell’economista Dottor Franco Manca, i numerosi interventi delle Associazioni Datoriali (CONFAPI in particolare) Commercianti, Imprenditori, Artigiani, liberi professionisti, Rappresentanti istituzionali e della Società Civile.
Questi suggerimenti, assieme a quelli arrivati successivamente, sono stati assemblati in un’unica proposta di piano di rilancio per dare risposte su problematiche immediate e di prospettiva.
Gli obiettivi per la ripresa produttiva, occupazionale ed economica del territorio sono finalizzati ad un rilancio dello stesso attraverso il coinvolgimento della popolazione per generare un modello di sviluppo adeguato ed innovativo.
Tra le finalità occorre:
- Ricercare soggetti interessati ad insediarsi sul territorio per creare ricchezza stabile.
- Aumentare il numero dei residenti nel territorio.
- Aumentare le presenze turistiche.
- Favorire la nascita di attività produttive nei vari settori di intervento merceologico
- Far crescere l’occupazione.
Questo progetto si articola in tre parti. Si considerano le macro aree ritenute fondamentali per lo sviluppo del territorio:
1. Comparto Agricolo Agroalimentare
2. Comparto Attività Produttive – Industria – Artigianato specializzato
3. Comparto Turistico
In questa proposta l’integrazione tra i comparti indicati, agroindustria, turismo e servizi, è il mezzo per promuovere la crescita economica e sociale del territorio e per permettere la sua valorizzazione in chiave di crescita, ambiente, cultura. Ciò provocherà anche l’incremento delle produzioni agricole locali, oltreché nei servizi all’industria e la crescita di attività produttive e dell’edilizia.
Molte volte si pensa che una filiera produttiva sia limitata solo agli operatori. Ma così non è.

Se si considera, ad esempio, il turismo, della filiera non fanno parte solo i ristoratori, le agenzie di viaggio e le strutture ricettive, ma anche:
- I trasporti locali e le infrastrutture. Le località devono essere raggiungibili, quindi verificare i trasporti pubblici e integrarli con quelli privati oltrechè le reti idriche, tecnologiche, energetiche, portuali,ecc.
- I prodotti enogastronomici. Le eccellenze sarde sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo. L’e-commerce di prodotti sardi, in tutto il mondo, muove un’economia di tutto rispetto;
- L’artigianato locale. Per gli stessi motivi del punto precedente;
- Tutte le attività commerciali locali. Molti turisti alloggiano in strutture extralberghiere, quindi frequentano supermercati e altri negozi. Anche il macellaio, quindi, fa parte della filiera turistica, per intenderci.

Tutta l’economia locale interagisce in maniera funzionale ai settori considerati. Anche l’indotto ha la sua importanza. Qualche esempio:
- Realizzazione o manutenzione di viabilità, strade, ponti, porti turistici;
- Costruzione o ristrutturazione di immobili per turisti: Hotels, B&B, case vacanza, affittacamere. La priorità è un volano per tutta l’economia, compresa quella edile.
- Le bonifiche ambientali sono fondamentali per offrire un territorio bello, pulito e convertito a nuova economia.
- Le industrie possono apparentemente, in questo caso, essere fuori dal discorso, ma non è così: avere fabbriche, e insediamenti industriali attenti a preservare l’ambiente, che punta sulle rinnovabili, sull’ecologia, non può che essere un punto a favore per un territorio che punta all’ospitalità per 365 giorni all’anno.

È necessario creare un “Sistema Virtuoso“ per imprese e turisti attraverso la promozione integrata tenendo conto della salvaguardia del tessuto imprenditoriale esistente e della sua valorizzazione.
Per la realizzazione del Sistema Virtuoso vanno considerati aspetti determinanti come il credito, la formazione e valorizzazione del capitale umano e la promozione.
Si deve intervenire su criticità storiche, quali il degrado ambientale, il carente sistema infrastrutturale, in particolare dei trasporti, il sistema fiscale a carico delle imprese, il sistema del credito.
Senza l’abbattimento di queste criticità sarebbe difficile qualsiasi intervento di riqualificazione economica e sociale del Sulcis Iglesiente.
Diventa fondamentale puntare ad un Brand territoriale unico e non solo per l’industria turistica. Il Sulcis Iglesiente deve essere promosso in maniera unitaria in tutte le componenti della sua economia.
Il posizionamento del Brand sul mercato deve essere fatto in maniera integrata e unitaria. Bisogna evitare che la promozione del territorio sia affidata ad interventi estemporanei e senza nessuna definizione di strategie integrate.

1) COMPARTO AGRICOLO AGROALIMENTARE
Il comparto agricolo e agroalimentare riveste un ruolo fondamentale per il sistema produttivo territoriale, pur tra le difficoltà congiunturali e strutturali, sia per la qualità delle produzioni che per il ruolo multifunzionale assunto dagli operatori nel contesto rurale locale.
Le principali problematicità che hanno limitato lo sviluppo sono rappresentate dalle difficoltà di accesso al credito, dalle carenze infrastrutturali, dalla non definita suddivisione delle aree urbane destinate ai diversi impieghi, dalle difficoltà a operare su mercati esterni a quello locale.
Altro aspetto problematico che contraddistingue il territorio e che ha influenzato negativamente lo sviluppo del settore agricolo e agroindustriale è stata la monocultura mineraria prima ed industriale poi, che non ha garantito uno sviluppo territoriale duraturo.
L’idea progettuale ruota sulla valorizzazione di un sistema agricolo e agro-alimentare industriale che si sviluppi attraverso una filiera certificata che alimenti la competitività delle imprese esistenti, favorisca la nascita di nuove realtà imprenditoriali connesse alle esistenti e aumenti la competitività sui mercati anche nazionali e internazionali tramite l’offerta di alcuni prodotti di eccellenza.
Puntare sul rafforzamento delle produzioni locali, tipiche e non, sulla creazione e consolidamento di filiere permetterebbe di raggiungere molteplici obiettivi sia di carattere economico (rivitalizzazione delle colture tipiche, diversificazione delle produzioni, acquisizione di nuovi sbocchi di mercato, diffusione di un know how produttivo, etc.) sia socio-culturali (recupero delle tradizioni e della cultura locale, rafforzamento dell'identità locale, etc.).
Inoltre, la valorizzazione del settore agroindustriale è ritenuta una strategia efficace per il conseguimento di uno sviluppo integrato nel territorio del Sulcis Iglesiente. L’idea, infatti, prevede che le azioni di promozione della filiera agroalimentare siano finalizzate ad integrarsi con il settore turistico che potrà fungere da amplificatore per la conoscenza e la fruizione del territorio agrario e delle sue peculiarità.
TRAGUARDI E OBIETTIVI
L’obiettivo generale della presente proposta è il rafforzamento del comparto agroindustriale e in generale del sistema produttivo del territorio del Sulcis attraverso l’aumento del suo valore aggiunto favorendo la costruzione di filiere in grado di unire le attività proprie delle produzioni primarie con quelle relative alla loro trasformazione e commercializzazione e valorizzando il ruolo dell’impresa locale. Lo sviluppo e la crescita del settore, inoltre, deve avvenire in chiave di integrazione nella logica della filiera turistico-culturale-enogastronomica, quindi:
• Valorizzare le produzioni tipiche locali mediante forme di collaborazione e aggregazione attraverso lo sviluppo di filiere in chiave turistico-culturale-sportiva-enogastronomica e la creazione di un nuovo modello di cooperazione tra enti locali, associazioni datoriali imprese agricole e agroindustriali e di imprese appartenenti ai comparti turistico, culturale e sportivo;
• Ricostituire e rafforzare gli strumenti di accesso al credito e puntare sulla semplificazione burocratica.

e locale.
Le principali problematicità che hanno limitato lo sviluppo sono rappresentate dalle difficoltà di accesso al credito, dalle carenze infrastrutturali, dalla non definita suddivisione delle aree urbane destinate ai diversi impieghi, dalle difficoltà a operare su mercati esterni a quello locale.
Altro aspetto problematico che contraddistingue il territorio e che ha influenzato negativamente lo sviluppo del settore agricolo e agroindustriale è stata la monocultura mineraria prima ed industriale poi, che non ha garantito uno sviluppo territoriale duraturo.
L’idea progettuale ruota sulla valorizzazione di un sistema agricolo e agro-alimentare industriale che si sviluppi attraverso una filiera certificata che alimenti la competitività delle imprese esistenti, favorisca la nascita di nuove realtà imprenditoriali connesse alle esistenti e aumenti la competitività sui mercati anche nazionali e internazionali tramite l’offerta di alcuni prodotti di eccellenza.
Puntare sul rafforzamento delle produzioni locali, tipiche e non, sulla creazione e consolidamento di filiere permetterebbe di raggiungere molteplici obiettivi sia di carattere economico (rivitalizzazione delle colture tipiche, diversificazione delle produzioni, acquisizione di nuovi sbocchi di mercato, diffusione di un know how produttivo, etc.) sia socio-culturali (recupero delle tradizioni e della cultura locale, rafforzamento dell'identità locale, etc.).
Inoltre, la valorizzazione del settore agroindustriale è ritenuta una strategia efficace per il conseguimento di uno sviluppo integrato nel territorio del Sulcis Iglesiente. L’idea, infatti, prevede che le azioni di promozione della filiera agroalimentare siano finalizzate ad integrarsi con il settore turistico che potrà fungere da amplificatore per la conoscenza e la fruizione del territorio agrario e delle sue peculiarità.
TRAGUARDI E OBIETTIVI
L’obiettivo generale della presente proposta è il rafforzamento del comparto agroindustriale e in generale del sistema produttivo del territorio del Sulcis attraverso l’aumento del suo valore aggiunto favorendo la costruzione di filiere in grado di unire le attività proprie delle produzioni primarie con quelle relative alla loro trasformazione e commercializzazione e valorizzando il ruolo dell’impresa locale. Lo sviluppo e la crescita del settore, inoltre, deve avvenire in chiave di integrazione nella logica della filiera turistico-culturale-enogastronomica, quindi:
• Valorizzare le produzioni tipiche locali mediante forme di collaborazione e aggregazione attraverso lo sviluppo di filiere in chiave turistico-culturale-sportiva-enogastronomica e la creazione di un nuovo modello di cooperazione tra enti locali, associazioni datoriali imprese agricole e agroindustriali e di imprese appartenenti ai comparti turistico, culturale e sportivo;
• Ricostituire e rafforzare gli strumenti di accesso al credito e puntare sulla semplificazione burocratica.

CON AZIONI DETERMINATE E MIRATE AVREMO I SEGUENTI RISULTATI:
1. Produzioni locali con più ampi sbocchi sul mercato (Olio, Vino, Carciofo; Pomodoro, Frutta, Formaggi valorizzare (fiere/mostre/eventi/sagre)
2. Certificazioni di qualità delle produzioni e dei processi produttivi
3. Aggregazione e integrazione in chiave di sviluppo di filiere tra le imprese del comparto agroindustriale
4. Progetti di comune interesse finalizzati allo sviluppo delle fasi di trasformazione e commercializzazione (creazione di centri per la raccolta, trasformazione, distribuzione e commercializzazione) delle produzioni in modo da ottimizzarne l’utilizzo.
5. Biodiversità delle produzioni.
6. Attività connesse e/o collegate all’agricoltura quali trasformazione produzioni agricole, agriturismi, fattorie didattiche.
7. Nuovi canali di distribuzione per consentire l’avvicinamento al cliente finale. Politica d’acquisto a Km 0
8. Strategie e strumenti per accrescere la cooperazione delle imprese in chiave di filiera corta.

PROMUOVERE Incontro tra mondo della ricerca e imprese agricole e agroindustriale e costruzione di reti

COME ARRIVARE AGLI OBIETTIVI
• Contrastare l’eccessiva frammentazione imprenditoriale, derivante dalle ridotte dimensioni delle aziende agricole e agroalimentari presenti nel territorio attraverso interventi che sensibilizzino e promuovano l’aggregazione e l’integrazione per la partecipazione a progetti di comune interesse
• Organizzazione di eventi (giornate informative, seminari/convegni e workshop) finalizzati alla valorizzazione delle produzioni locali con più ampi sbocchi sul mercato (Olio, Vino, Carciofo; Pomodoro, Frutta, Formaggi); filiera del Tonno rosso, filiera del Carignano.
• Previsione di un regime di aiuti per l’acquisizione di servizi reali (innovazione, certificazione qualità dei prodotti/processi, marketing, commercializzazione, internazionalizzazione, etc) per le imprese del settore;
• Organizzazione di incontri con le imprese del settore agricolo e agroindustriale per promuovere la “filiera corta”, attraverso il sostegno alle attività di trasformazione e commercializzazione realizzabili a livello aziendale;
• Previsione di aiuti per la promozione di nuovi canali di distribuzione per consentire l’avvicinamento al cliente finale (Gruppi di acquisto solidale, Politica d’acquisto a Km 0 ; centro raccolta e distribuzione); Previsione di un regime di aiuti per agevolare le imprese a realizzare percorsi formativi per imprenditori e addetti;
• Previsione di un regime di aiuti per agevolare giovani e non ad avviare percorsi formativi nei settori agricolo e agroindustriale.
• Sensibilizzazione degli attori economici, enti locali, agenzie regionali, associazioni datoriali, imprese, verso un’azione di sistema integrata finalizzata alla valorizzazione e promozione delle produzioni del territorio;
• Definizione di protocolli di intesa tra gli attori economici, enti locali, agenzie regionali, associazioni datoriali, imprese, per la valorizzazione e la promozione del territorio;
• Previsione di un regime di aiuti finalizzato allo sviluppo di filiere integrate tra imprese del settore turistico, agricolo e agroindustriale e culturale volte alla valorizzazione in chiave turistica del territorio;
• Previsione di strumenti di agevolazione per l’accesso al credito da parte delle imprese del settore (Mutui agevolati, garanzie fideiussorie agevolate, ecc.);

ELEMENTI INDISPENSABILI PER CREARE LE CONDIZIONI
1. Efficiente sistema di trasporti e viabilità;
2. Progetto Integrato di Filiera
3. Zonizzazione del territorio
4. Efficiente sistema di agevolazioni creditizie

2) COMPARTO ATTIVITA’ PRODUTTIVE – INDUSTRIA – ARTIGIANATO SPECIALIZZATO
Il primo obiettivo è portare a positiva definizione le grandi vertenze industriali.
È possibile affrontare il tema del rilancio della piccola industria attraverso l’individuazione di alcuni settori che possono rivelarsi strategici in un’ottica di diversificazione anche organizzativa.
Premesso che qualsiasi operazione di rilancio del settore industriale deve fare i conti con la drammatica situazione occupazionale, sono possibili alcuni interventi a breve termine che permettano di riassorbire, seppure in forma momentanea, parte di questi lavoratori.
Una occasione è data dal settore bonifiche ambientali, un’altra dal settore delle energie alternative anche di supporto alle attività manifatturiere. Le operazioni di bonifica ambientale prevedono già degli stanziamenti di risorse per l’effettuazione di alcuni importanti interventi.
È necessario però che queste riguardino aree più vaste e riutilizzabili per altri fini, ad esempio, fruibilità turistica. Non si tratta pertanto di semplice ripristino visivo dei luoghi, bensì di ripristino integrale, per il quale è necessario l’impiego anche di manodopera appositamente formata e specializzata.
Tutte le operazioni di bonifica necessitano di imprese che siano in grado di effettuare un “salto” non solo nella direzione dell’esecuzione di queste, ma anche verso tutte le attività imprenditoriali collegate all’ambiente quali le bonifiche delle acque di falda e del suolo, trattamento e recupero degli scarti di bonifica, trattamento e recupero di materie prime da prodotti lavorati.
La riconversione di aziende fino ad oggi dedite alla metalmeccanica ha bisogno di adeguato sostegno economico e investimenti in ricerca e formazione favorendo la messa in rete della professionalità delle imprese finora impegnate su più fronti ma sempre nell’area industriale di Portovesme.
La via delle bonifiche può essere pertanto alimentata favorendo la trasformazione e la specializzazione delle imprese locali verso il riutilizzo e recupero di materie utili dalle sostanze di scarto dei processi industriali.
La via delle energie rinnovabili o pulite è percorribile non sul versante della ricerca, sul quale non possiamo essere competitivi, bensì su quello della produzione (Eolico, fotovoltaico, carbone pulito, biomasse), creando un sistema a supporto delle imprese locali. Intervenendo concretamente sul sistema dei costi energetici per le imprese energivore si favorisce la competitività e la ripresa almeno parziale delle attività dell’indotto.
Le imprese operanti nei consorzi industriali di Portovesme e di Iglesias ne lamentano l’inadeguatezza infrastrutturale. È necessario inoltre favorire modelli di collaborazione tra imprese locali allo scopo di abbattere i costi, mettendo in comune i servizi anche in previsione di un ridimensionamento delle medie aziendali nei prossimi anni: aziende più snelle ma maggiormente specializzate e competitive nei costi.
Altra criticità evidenziata è rappresentata dall’elevato costo del lavoro, per l’abbattimento del quale vengono unanimemente richiesti interventi urgenti.
È necessario aumentare la competitività delle imprese che si relazionano con le multinazionali favorendone l’aggregazione in reti di impresa, al fine di razionalizzarne i costi e di facilitare i rapporti contrattuali con le grandi imprese appaltatrici. Allo stesso tempo è necessario concentrarsi su nuovi filoni di sviluppo, in un’ottica di diversificazione economica, specializzando imprese e personale nel settore delle bonifiche ambientali e del ripristino ambientale finalizzato alla valorizzazione di aree ex minerarie e industriali per altre attività di impresa.
Necessario anche puntare sulla produzione di energie rinnovabili a servizio delle imprese allo scopo di migliorare l’efficienza energetica e di diminuire l’impatto ambientale legato alla produzione di energia.
TRAGUARDI E OBIETTIVI
• Creazione delle condizioni che permettano la sopravvivenza del tessuto imprenditoriale presente nel territorio che opera a servizio della grande industria attraverso il miglioramento competitivo delle imprese, la loro aggregazione nella logica di economie di scala, di risparmio energetico e di offerta integrata di servizi che favorisca il ripensamento dei propri processi e l’adeguamento delle competenze a nuovi fini produttivi.
• Salvaguardare il tessuto imprenditoriale collegato alle grandi imprese metallurgiche favorendo percorsi di aggregazione tra imprese al fine di aumentarne la competitività;
• Favorire la nascita di imprese di servizi ad alto valore aggiunto, sia di supporto al sistema industriale, sia di supporto all’industria turistica;
• Formare categorie di lavoratori specializzati in nuove attività (Bonifiche, cantieristica nautica, energie rinnovabili);

COME ARRIVARE AGLI OBIETTIVI
• Previsione di un regime di aiuti finalizzati alla realizzazione di piani di investimento di innovazione aziendale (acquisizione di marchi/brevetti/licenze, introduzione di innovazione di processo/prodotto e organizzativi gestionali, manager a tempo, collaborazioni con centri di ricerca);
• Previsione di un regime di aiuti per favorire la creazione di reti di imprese (spese notarili e di registrazione, consulenze tecniche esterne, costi del personale impiegato nel processo di creazione della rete di imprese, costi di consulenza esterna relativi alle attività del manager di rete, costi per la formazione del personale impegnato nel progetto)
• Organizzazione di eventi (seminari/giornate informative/workshop) finalizzati alla promozione delle nuove tecnologie di processo e di prodotto per favorire la creazione di nuove realtà imprenditoriali nei settori di supporto al sistema industriale e turistico (Servizi all’ambiente per la bonifica siti, trattamento e recupero degli scarti di bonifica, trattamento e recupero di materie prime da prodotti lavorati, Energie rinnovabili, Cantieristica nautica, Servizi alla nautica, etc.);
• Azioni di accompagnamento e sostegno alla creazione di start-up;
• Definizione di corsi di formazione di qualificazione e riqualificazione delle risorse umane per garantire competenze strategiche alle nuove realtà imprenditoriali;
• Definizione di laboratori didattici tra aspiranti imprenditori e imprese per la messa a punto delle nuove idee imprenditoriali;
• Formare categorie di lavoratori specializzati in nuove attività quali servizi all’ambiente per la bonifica siti, trattamento e recupero degli scarti di bonifica, trattamento e recupero di materie prime da prodotti lavorati, cantieristica nautica, energie rinnovabili;
• Individuazione di nuovi percorsi di politiche attive del lavoro che emergono dai nuovi fabbisogni aziendali in tema di green economy, cantieristica nautica, energie rinnovabili a sostegno della riqualificazione professionale dei dipendenti delle aziende in crisi;
• Accompagnamento al lavoro delle nuove figure professionali e sostegno alla creazione di impresa;
Precondizioni
• Miglioramento delle aree industriali consortili attraverso interventi infrastrutturali materiali e immateriali a supporto delle imprese insediate (rete stradale, illuminazione, rete dati internet ad alta velocità, ritiro rifiuti, etc.);
• Miglioramento del sistema di collegamento stradale, ferroviario. marittimo
• Snellimento delle procedure burocratiche relative alle autorizzazioni ambientali:
• Sistema efficiente di accesso al credito agevolato per gli investimenti;
• Interventi per la riduzione del costo del lavoro;
3) COMPARTO TURISTICO
Rispetto al complesso minerario il Sulcis Iglesiente è stato considerato patrimonio dell’umanità e primo parco al mondo nell’ambito dei geositi e geoparchi, nel quale sono ricomprese zone di grande pregio ambientale (zone Sic e ZPS, oasi ambientali e aree protette di rilevanza comunitaria), unite ad aree fortemente degradate dalle produzioni minerarie ed industriali, con problematicità di dissesto idrogeologico in attesa di recupero.
Si evidenzia una domanda caratterizzata, negli ultimi anni, da un aumento costante dei flussi turistici anche se concentrati nel periodo estivo (luglio, agosto e settembre), prevalentemente nazionali (80%) e solo in minima parte dall’estero (20%). I soggiorni sono di breve durata.
L’offerta si caratterizza dall’aumento dei posti letto soprattutto extra alberghieri (campeggi, B&B e case private) e da una carenza di posti letto in strutture alberghiere di 4 e 5 stelle. Relativamente ai servizi offerti, si riscontra la necessità di una maggiore diversificazione dei prodotti turistici e il miglioramento qualitativo di quelli attualmente offerti.
Infine, l’evidente mancanza in Europa, di centri di ricerca altamente specializzati, candida il Sulcis a diventare il primo polo di eccellenza in quanto possiede i requisiti ambientali e logistici per proporsi quale laboratorio pratico per la sua attuazione.

TRAGUARDI E OBIETTIVI
• Continuare a investire sull’attività di comunicazione per far in modo che il territorio del Sulcis sia ben riconoscibile nella mente del consumatore: Sulcis Iglesiente = cultura, miniere, vacanza attiva, natura, ecc.;
• Attirare i turisti in tutti i mesi dell’anno attraverso la garanzia di standard minimi qualitativi a livello di intera filiera. Si deve investire per continuare a creare prodotti specifici per segmenti di mercato (circuiti minerari, vacanza attiva, circuiti enogastronomici, turismo culturale, ecc.);
• Definire una strategia di marketing che non può prescindere dalla presenza di prodotti che siano effettivamente accessibili (in termini di viabilità, informazioni pre-acquisto, possibilità di acquisto attraverso procedure semplici e veloci);
• Trovare nuove risorse finanziarie, anche attraverso lo sviluppo di nuova progettualità europea e non necessariamente ed esclusivamente turistica (vedi progetti in ambito culturale, naturalistico, formativo, ecc.);
• Investire nella realizzazione di strutture e infrastrutture funzionali a rendere il territorio accessibile, agendo nel breve termine sulle risorse e attività per migliorare la qualità del servizio, dell’informazione, dell’accoglienza.
Obiettivo generale
L’obiettivo generale della presente proposta è il rafforzamento del settore turistico e in generale del sistema produttivo del territorio del Sulcis attraverso il coinvolgimento attivo delle imprese del settore per potenziare e diversificare l’offerta di servizi e di prodotti in chiave turistica-enogastronomica-culturale-sportiva.
Il raggiungimento dell’obiettivo generale verrà garantito anche dalla definizione di un piano di marketing strategico e operativo unitario volto alla valorizzazione dell’intera filiera e del territorio che prevede la partecipazione di un tour operator, portale di un’OLTA (On Line Travel Agency), che dia visibilità e garantisca l’adeguata promozione in tutti i periodi dell’anno ad un vasto pubblico, attraverso l’inserimento della filiera turistica del Sulcis all’interno del proprio circuito.
Obiettivi specifici
1. Valorizzare l’attrattività del territorio attraverso la promozione delle risorse ambientali, storiche e culturali;
2. Agevolare l’accesso dei turisti a tutte le aree di interesse attraverso la creazione di una Porta d’accesso al territorio che rappresenti un punto di partenza attrezzato per accogliere il turista, orientarlo e prepararlo alla visita del territorio;
3. Intervenire sul decoro del territorio per agevolare i turisti nella fruizione di tutte le aree di interesse;
4. Integrare e diversificare l’offerta turistica del territorio con la creazione e lo sviluppo di filiere in chiave turistico-culturale-sportiva-enogastronomica in modo da offrire al turista pacchetti di servizi completi (trasferimento, alloggio, ristoro, svago) per il suo soggiorno;
5. Favorire l’aumento dell’offerta ricettiva e il miglioramento qualitativo dei servizi offerti dalle stesse strutture ricettive;
6. Bonifica e riconversione a fini turistici anche delle strutture ricomprese entro i confini delle aree minerarie e attualmente non destinate o non destinabili all’utilizzo realizzate;
7. Accessibilità dei principali poli di attrazione turistica mineraria (Porto Flavia, Masua, Galleria Henry, Laveria La Marmora, Grotta Santa Barbara etc.) con ripristino della sicurezza dei luoghi e dei percorsi e creazione di punti di accoglienza e ristoro realizzata, cammino di Santa Barbara, percorsi spirituali e di pellegrinaggio.
8. Sensibilizzazione degli attori economici enti locali, agenzie regionali, associazioni datoriali, imprese, verso un’azione di sistema integrata finalizzata alla valorizzazione e promozione del territorio;
9. Definizione di protocolli di intesa tra gli attori economici, enti locali, agenzie regionali, associazioni datoriali, imprese, per la valorizzazione e la promozione del territorio garantendone l’accessibilità anche ai diversamente abili;
10. Organizzazione di eventi (giornate informative, seminari, convegni e workshop) sulla valorizzazione di siti di alto pregio attraverso forme di gestione privata in chiave di una maggiore sostenibilità;
11. Mappatura dei siti e costruzione di database su base cartografica (georeferenziato) per rendere le mappe riproducibili con tecnologie digitali e usufruibili con l’ausilio di Sistemi applicativi mobili;
12. Previsione di un regime di aiuti a sostegno delle imprese per l’acquisizione di servizi reali (innovazione, certificazione, abbattimento barriere architettoniche, marketing, sostenibilità ambientale etc.);
13. Organizzazione di eventi (giornate a tema, sagre, mostre) finalizzati a promuovere i circuiti già costituiti e attivi (Circuiti museali- Circuiti delle aree archeologiche e minerarie– Circuiti ferroviari – Circuiti le Vie del Vino Carignano) e i nuovi circuiti che nasceranno dalle azioni per la valorizzazione del territorio;
14. Creazione di un servizio di trasporto turistico integrato locale e privato;
15. Previsione di un regime di aiuto a sostegno delle imprese turistiche per la realizzazione di investimenti materiali ed immateriali finalizzati alla valorizzazione dei siti di maggior pregio presenti sul territorio (miglioramento della segnaletica, degli arredi urbani, interventi mirati a promuovere strutture e servizi per accoglienza, etc);
16. Azioni formative qualificanti e riqualificanti per operatori del settore, guide turistiche, guide escursionistiche, operatori dell’infopoint Etc.;
17. Azioni di sensibilizzazioni verso le amministrazioni pubbliche competenti per l’ampliamento della rete Wi-Fi per l’accesso gratuito ad Internet;
18. Previsione di un regime di aiuto a sostegno delle imprese turistiche per la realizzazione di investimenti materiali ed immateriali (ampliamento, ammodernamento, riconversione, riattivazione servizi), avvio di nuove iniziative con priorità per quelle che prevedono il riutilizzo di strutture/edifici esistenti o da costruire sulla base di azioni di riqualificazione del territorio e/o per il miglioramento della sostenibilità ambientale;
19. Previsione di agevolazioni per l’inserimento lavorativo;
20. Previsione un regime di aiuti a sostegno della creazione di imprese in particolare da parte di giovani e donne.
21. Previsione di un regime di aiuti per favorire le azioni di bonifica e riconversione a fini turistici anche delle strutture ricomprese entro i confini delle aree minerarie, attualmente non destinate o non destinabili all’utilizzo;
22. Previsione di un regime di aiuti per supportare le azioni di ripristino della sicurezza dei luoghi e dei percorsi e per la creazione di punti di accoglienza e ristoro in prossimità delle aree minerarie (Porto Flavia, Masua, Galleria Henry, Laveria La Marmora, Grotta Santa Barbara etc.).


Precondizioni
• Realizzazione di un sistema efficiente e efficace di trasporti a livello regionale (Rete infrastrutturale, Costi);
• Bonifiche dei siti industriali e minerari;
• Decoro Urbano;
• Snellimento delle procedure burocratiche relative alle valutazioni sull’impatto delle nuove strutture ricettive e tempi certi di risposta.


UNA MANCIATA DI IDEE
VISIONE:
RILANCIARE IL TERRITORIO FACENDO LEVA SUL COINVOLGIMENTO DELLA POPOLAZIONE PER GENERARE UN MODELLO DI SVILUPPO INNOVATIVO
ATTRARRE SOGGETTI INTERESSATI AD INSEDIARSI SUL TERRITORIO PER CREARE RICCHEZZA STABILE
OBIETTIVI:
AUMENTARE IL NUMERO DI RESIDENTI
AUMENTARE LE PRESENZE TURISTICHE
AUMENTARE SUBITO L’OCCUPAZIONE

SINTESI IDEE PROGETTUALI CANTIERABILI
1. Realizzazione di un porticciolo da 1000 posti barca nella Palude Sa Masa (Comune di Gonnesa), collegato al mare dall’ ex canale di scolo acque minerarie Monteponi (previa bonifica ambientale)
2. Utilizzo ai fini turistici delle volumetrie industriali di Masua e Buggerru, realizzando almeno 5000 posti letto
3. Realizzazione di galleria Monte Agruxiau-Nebida per nuova strada di collegamento diretta da Iglesias a Masua
4. Utilizzo della laveria La Marmora di Nebida per realizzazione hotel di lusso
5. Nuovo ponte di collegamento da Punta Tretu a Cussorgia, in coerenza con il progetto dell’approdo unico per Carloforte da Calasetta
6. Laguna di S. Antioco trasformata in specchio d’acqua protetto per sport acquatici e velici, con promozioni presso le federazioni sportive internazionali, onde favorire gli stage invernali
7. Creazione di un Centro di Eccellenza per la ricerca e innovazione in campo agricolo (biocoltivazioni) nell’area del Carignano
8. Realizzazione di un cantiere demolizione navi nella zona portuale di Portovesme. Con filiera riciclo materiali
9. Filiera del Tonno Rosso
10. Valorizzazione aree umide Porto Pino
11. Centro Termale Sant’Antioco

N.B. NEL PRESENTE PIANO AVREMO POTUTO INDICARE I COSTI, PIU O MENO, NECESSARI PER LA SUA REALIZZAZIONE, TUTTAVIA, CREDIAMO NON RIENTRI NELLE NOSTRE COMPETENZE.
I FINANZIAMENTI POSSONO ESSERE INDIVIDUATI DA CAPITOLI DI SPESA REGIONALI, RIVISITAZIONE DEL PIANO SULCIS, DA FONDI EUROPEI, OLTRECHE DA RISORSE PRIVATE.
ALCUNE IDEE SONO STATE RIPRESE E AGGIORNATE PERCHE’ RITENUTE ANCORA ASSOLUTAMENTE ATTUALI E REALIZZABILI.

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