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Politica. Puddu (M5S): Portovesme? Un malato senza speranza

Politica Locale
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Ha suscitato qualche reazione sui social, la dichiarazione rilasciata ieri al quotidiano “la Repubblica” dal sindaco di Assemini Mario Puddu, numero uno del M5S in Sardegna e probabile candidato alla presidenza della regione nella tornata del 2019. Parole chiare e impegnative sul futuro dell’industria nel polo di Portovesme e sull’attività del governo e del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. In un reportage del giornalista Marco Patucchi, inviato a Carbonia per descrivere la débâcle della sinistra nell’ormai non più “rosso” Sulcis Iglesiente, Puddu, chiamato in causa per un giudizio sul successo del Movimento, ha detto la sua sulle vertenze per la riapertura degli stabilimenti del polo industriale: «Le fabbriche del Sulcis? È come se Calenda volesse tenere in vita un malato senza speranza: le buste paga sono importanti, ma adesso serve il coraggio di fermare un modello di sviluppo che nei decenni ha solo sperperato soldi pubblici e ha danneggiato l’ambiente. Pensiamo ad alternative come l’agricoltura e il turismo». Posizioni che fino ad oggi erano uscite dalla bocca di qualche rappresentante dei movimenti ambientalisti ma che, pronunciate dal massimo rappresentante del primo partito in campo regionale e nazionale, assumono un peso assai diverso.

Vi è da dire che, a parte qualche frangia estremista, il Movimento 5 Stelle nel territorio, in particolare a Carbonia, ha sempre assunto una posizione assai prudente riguardo alla possibilità di una ripresa produttiva nella filiera dell’alluminio, che ultimamente ha segnato un passo in avanti con il passaggio della proprietà dello stabilimento ex Alcoa agli elvetici di Sider Alloys. Ogni qualvolta l’amministrazione comunale è stata tirata in ballo sulla questione, il sindaco Paola Massidda si è sempre limitata a chiedere che ogni ipotesi di riavvio degli stabilimenti ormai chiusi da anni rispetti al massimo livello le norme di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Vicine a quelle di Puddu, invece, le idee dei neo-parlamentari pentastellati eletti nei collegi uninominali in cui è ricompreso il Sulcis Iglesiente, il deputato Pino Cabras e il senatore Gianni Marilotti. I due hanno espresso con decisione, in occasione della kermesse elettorale al Palasport di Carbonia con l’intervento del candidato premier Luigi Di Maio, la propria contrarietà alla prosecuzione delle attività industriali che hanno caratterizzato la realtà economica del territorio da cinquant’anni a questa parte e hanno annunciato un impegno per la piena riconversione dell’economia locale verso la cosiddetta “industria 4.0”, quella in cui dominano l’automazione e le nuove tecnologie produttive, nonché, come pure Puddu, verso il settore turistico e il comparto agroalimentare.

Le dichiarazioni del primo cittadino di Assemini non sono piaciute al segretario federale della CGIL Roberto Puddu: «Ho “qualche” conoscente che lavora – così il numero uno della Camera del Lavoro su Facebook – che vorrebbe continuare e/o riprendere a farlo nelle fabbriche e nella centrale elettrica di Portoscuso, che la pensa diversamente da questo Puddu, che si preoccupa di voler chiudere le nostre fabbriche ma niente dice su quelle del suo comune [il polo industriale di Macchiareddu, n.d.r.]».
Giovanni Di Pasquale

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