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Carbonia. Il sindaco Massidda: «Sul bando periferie il governo ha tradito le nostre aspettative»

Politica Locale
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Rompe il silenzio dei sindaci a Cinque Stelle, il primo cittadino di Carbonia Paola Massidda, e va all’attacco della decisione della maggioranza gialloverde al governo di cancellare il finanziamento dei fondi relativi al bando per le periferie. Una fonte da cui il comune del capoluogo del Sud Sardegna ha attinto per un progetto che riguarda la parte meridionale della città e che è stato fin da principio presentato come un fiore all’occhiello dell’amministrazione a Cinque Stelle.09 15 paola massidda Massidda si è rivolta direttamente al premiere Giuseppe Conte e a uno dei suoi vice, il ministro del Welfare e dello Sviluppo Economica, nonché leader del M5S, Luigi Di Maio, con una lettera dai toni duri: «Siamo molto delusi – scrive il sindaco – perché sentiamo tradite le nostre legittime aspettative. All'indomani dell'incontro con i sindaci, non solo non si è concretizzato un percorso condiviso migliorativo e premiante per chi ha ben operato ma, allo stato, permangono tutte le preoccupazioni e le riserve in merito alle posizioni fin qui esposte e tenute dal Governo».

Critiche anche ai cosiddetti “rimedi” proposti dal governo, contenuti nel decreto Milleproroghe recentemente approvato dalla Camera dei Deputati con un contestato voto di fiducia: «Sono ben peggiori – così Massidda – rispetto alle ragioni, pur capite e parzialmente condivise, che giustificano l'emendamento 13.2 al decreto».

A Conte e Di Maio, il sindaco pentastellato chiede ad ogni modo un «personale impegno affinché i comuni virtuosi come il nostro vengano reinseriti tra quelli da finanziare già da subito. Oggi – aggiunge tuttavia - risulta incomprensibile come un contratto già scritto venga cancellato dall'oggi al domani senza precedenti accordi, senza preavviso, senza condivisione e senza che precisi criteri spieghino come e perché lo stesso sia stato abrogato o rinviato nella sua efficacia. Il panorama è confuso perché si mischiano legittimi interessi politici con questioni economico-finanziarie (necessità di reperimento di risorse) con una sentenza della Consulta che può essere rispettata con un'intesa successiva con le regioni interessate».

Oltre a chiedersi «come mai tutte le convenzioni e gli atti amministrativi che ne conseguono avevano avuto il benestare della Corte dei Conti che aveva validato il tutto dal punto di vista contabile», il primo cittadino ritiene che il provvedimento del governo «rischia di generare il malcontento e lo scontro tra istituzioni ma, soprattutto, di far sentire le amministrazioni e i cittadini delle sue periferie abbandonati».

Giovanni Di Pasquale

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