Il sindaco Paola Massidda è stata eletta dai suoi colleghi del Sulcis Iglesiente presidente della conferenza sociosanitaria, organo consultivo di raccordo fra la comunità locale e l’ASSL di Carbonia. Una decisione unanime, giunta al termine della riunione convocata due giorni fa nella sede della Area Sociosanitaria per l’espletamento della procedura di nomina.
Lo ha detto lo stesso sindaco in apertura del consiglio comunale di lunedì, che ha riavviato l’attività politico-amministrativa dopo lo stop estivo: «Ho ricevuto un mandato – ha spiegato il primo cittadino – che ha come obiettivo le esigenze del territorio, i cui servizi sanitari sono ormai al collasso. Il voto ha espresso quell’unitarietà con la quale ci siamo mossi con forza fin dal 2016 e un “no” deciso al campanilismo di chi si batte per la sanità in un solo comune».
Inevitabile il riferimento alle vicende della bocciatura della riforma della rete ospedaliera varata dal governo regionale, operata recentemente dal ministero della Salute: «Un provvedimento – ha aggiunto Massidda – che aveva già ricevuto la significativa bocciatura dal Consiglio delle Autonomie Locali, organismo che non dà pareri vincolanti ma che rappresenta i comuni e quindi le comunità territoriali. Il segnale insomma era già chiaro ma la giunta e la maggioranza che la sostiene non l’ha voluto ascoltare. Adesso è necessario provvedere alle modifiche, rispettando le indicazioni del decreto ministeriale n. 70 [la norma-quadro che delinea la sostenibilità delle singole strutture sanitarie, n.d.r.] ma cancellando i tagli sulla base della specificità della nostra regione. Purtroppo, sebbene la riforma della rete ospedaliera non fosse ancora operativa, alcuni effetti si sono dispiegati, come dimostra lo scippo dell’Ostetricia e Ginecologia subito dal Sirai. Di questo chiederemo conto con una lettera al direttore della ASSL di Carbonia Maddalena Giua». La stessa Giua, nel corso della riunione di lunedì, secondo quanto riferito dal sindaco nel suo intervento, ha parlato con i sindaci di alcune incongruenze della sanità locale, tali da produrre sprechi al limite dell’assurdo. Emblematico il caso del duplice laboratorio, quello del Sirai e quello del Santa Barbara: «Un doppione che, così si è saputo, provoca – ha rivelato Massidda – un inutile aggravio di spesa pari a un milione di euro all’anno ma, nonostante la struttura di Carbonia svolga un’attività maggiore rispetto a quella di Iglesias, in questa opera un numero di addetti superiore».
Per la minoranza è intervenuta Daniela Garau, che ha rimarcato il ruolo dell’opposizione nel sollecitare attenzione da parte della giunta e della maggioranza rispetto ai problemi della sanità del territorio.
Giovanni Di Pasquale