Il Partito Democratico, con il suo segretario cittadino Fabio Desogus, va all’attacco dell’amministrazione comunale a Cinque Stelle sul rinvio sine die delle elezioni dei comitati di quartiere, a causa della carenza di segretari e scrutatori, i quali avrebbero dovuto svolgere questo ruolo a titolo gratuito: «È l’ennesimo fallimento della giunta e del sindaco», accusa il numero uno del PD. Il capogruppo del M5S Manolo Cossu non ci sta: «Il PD, invece di lanciare anatemi, faccia la sua parte per superare gli ostacoli e non utilizzi i comitati di quartiere come strumento di rivalsa».
Il polemico botta e risposta è andato in onda ieri su Facebook, suscitando commenti e discussioni fra le due parti da sempre accese rivali nello scenario politico locale e nazionale.
«Anche quando le intenzioni sono buone – ha ironizzato Desogus – non riescono proprio a realizzarle. Ora i più di 70 aspiranti candidati che giustamente si sono proposti come rappresentanti per i propri quartieri, cosa dovranno fare? È possibile che questa amministrazione non sia in grado di gestire niente, neanche delle semplicissime elezioni? E’ possibile che tutto sia demandato alla gratuita buona volontà dei cittadini? È possibile che non sia stato previsto un fondo per dare anche un minimo rimborso alle 24 persone che dovrebbero svolgere il ruolo di scrutinatori e segretari?». L’episodio, secondo il segretario del PD, è il sintomo dello scollamento fra la città e i suoi amministratori: «Questa situazione è anche la dimostrazione di come l’amministrazione a 5 Stelle non abbia più il contatto con la città e non riesca a mobilitare neanche 24 persone per realizzare delle semplicissime elezioni di quartiere. Che fine hanno fatto i militanti che dovevano cambiare il volto alla città? Che fine hanno fatto gli eserciti di fotografi e commentatori seriali che in campagna elettorale si animavano intorno ai 5 Stelle di Carbonia? Soprattutto, se un’amministrazione crede in un progetto, investe dei soldi e lo finanzia. Con i 5 Stelle di Carbonia il discorso è sempre lo stesso: il cittadino deve lavorare gratis e sindaco e assessori mettono la faccia per i selfie quando le cose vanno bene. Se invece qualcosa va male è sempre colpa di qualcun altro, stavolta dei cittadini che non sono accorsi in massa a proporsi come scrutinatori o segretari (a gratis)». La proposta del PD per superare l’impasse è chiara: «Si modifichi al più presto il regolamento – conclude Desogus – si inserisca la possibilità di retribuire segretari e scrutinatori (anche con 50 euro, moltiplicato per 24 persone viene fuori la ridicola cifra di 1200 euro), si mettano i soldi a bilancio e si peschino scrutinatori e segretari dall’albo scrutatori, che già esiste».
«Checché ne dicano i miei concittadini di ogni ordine e grado – ha ribattuto Cossu – la mancata elezione dei rappresentanti di quartiere non è in alcun modo imputabile all’amministrazione comunale. Diverse persone sui social network non hanno perso occasione per attaccare la sindaca e l’amministrazione comunale, a partire dal segretario del moribondo PD cittadino, che continua, forse per il classico e doveroso gioco delle parti o per la totale carenza di proposte politiche costruttive per la città, a lanciare anatemi dalla segreteria. Fa specie leggere che certe critiche, accompagnate dalle richieste di dimissioni motivate da presunta incapacità, provengano da chi è stato democraticamente messo a sedere nei banchi della minoranza per reale incapacità dimostrata o, ancor più, da chi in quei banchi – ha aggiunto sarcastico il capogruppo del M5S, riguardo alla mancata rielezione di Desogus, che fu anche assessore della giunta Casti – non è neppure riuscito a sedersi». Secondo il presidente del gruppo di maggioranza, negli ambienti dell’opposizione vi è chi ha travisato il significato dell’istituzione dei comitati di quartiere: «Uno strumento propositivo e consultivo – precisa Cossu – finalizzato alla collaborazione e formulazione di proposte, e ribadisco proposte e non proteste, come qualcuno invece crede. Non abbiamo alcuna paura di accogliere le proteste della cittadinanza e siamo consapevoli che queste saranno sempre indirizzate verso chi amministra una città, ma non è il caso di questo strumento, che invece ha tutt’altre finalità: puntare l’attenzione su tematiche costruttive, sottoponendole all’attenzione del comune, per accorciare tempi e distanze tra Istituzioni e cittadini. A quanto pare qualcuno se ne è scordato, data l'enfasi riscontrata nelle candidature presentate sui social, più simili nei toni a una campagna per il rinnovo del consiglio comunale che alle elezioni di rappresentanti di quartiere. Ma ben venga anche questo, se è espressione genuina di voglia di partecipare». Cossu respinge la proposta di retribuire i componenti dei seggi: «Da un lato la solita tiritera assistenzialistica travestita da rimborso, dall’altro la concezione della partecipazione attiva subordinata a un pagamento di fatto di una prestazione e non l'esercizio della democrazia: retribuzione e non inclusione, insomma. Ho l’impressione che tutta la faccenda dei comitati di quartiere sia stata vissuta da alcuni come un’occasione (mancata) di rivalsa dopo la batosta elettorale, poiché la maggior parte dei candidati erano riconducibili a una determinata area partitica. Rilevo inoltre, non senza ironia, il fatto che neppure voi siete stati in grado di coinvolgere i vostri simpatizzanti, che non hanno recepito l’invito a partecipare attivamente per svolgere le operazioni elettorali nella loro interezza. Peccato davvero, perché anche stavolta vi abbiamo dato la possibilità di risollevarvi ed evitare il fuggi fuggi dal vostro simbolo. Fatevi alcune domande». Il capogruppo del M5S chiude la replica con un certo rammarico: «Mi trovo a constatare, non senza amarezza, che al momento Carbonia, pur essendo una città ricca di un ampio tessuto di volontariato, non è ancora pronta per questa forma di partecipazione, ma sono fiducioso che alcuni aspetti si potranno migliorare nel breve tempo».
Giovanni Di Pasquale