Le forze di maggioranza che stanno in Regione, in particolar modo la Lega, non possono nascondersi di fronte alle loro responsabilità. L'accusa di aver trattato una tangente da più di 60 milioni per favorire delle imprese russe è molto grave. Il Parlamento Sardo deve discuterne e la maggioranza deve dire cosa pensa di queste indagini che stanno mettendo seriamente in difficoltà il Ministro dell'Interno, che ha il dovere di rispondere. Per noi è importante che il Consiglio Regionale si esprima e dica la sua affermando la netta contrarietà a operazioni tangentiste di questo genere, qualora fossero confermate.
Stessa richiesta la facciamo sul tema della autonomia differenziata: a chi dice prima i sardi, prima gli altoatesini, prima i veneti, prima i siciliani e quant'altro, e che sa che questa scelta politica produrrà effetti devastanti nelle regioni più povere. Autonomia differenziata si traduce, in questo caso, come secessione che non è nemmeno più il federalismo di cui si parlava fino a qualche tempo fa. Se dovesse trovare applicazione, questa scelta scellerata sarebbe un fatto molto grave che andrebbe a minare l'unità dello Stato creando discriminazioni anche per le regioni, come la nostra, tutelate dall’autonomia.
Il Presidente Solinas e le forze di governo devono rendersi conto e farsi carico di questa minaccia all'integrità della nostra Regione e del Paese. Chiediamo che su questo tema venga espessa una posizione chiara e di opposizione rispetto al Governo Centrale. Chiederemo che si esprima il Parlamento Sardo. I due consiglieri, Daniele Cocco ed Eugenio Lai, di Articolo UNO – LeU Sardigna daranno battaglia durissima su questi temi attraverso due mozioni che saranno depositate nei prossimi giorni.