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Roma. Roberto Capelli. Si è conclusa la mia esperienza di Segretario Nazionale del Centro Democratico

Politica Regionale
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Roberto Capelli , il parlamentare sardo, ha dato le dimissioni di Segretario Nazionale del Centro Democratico. Lo ha annunciato con una lettera ch34 pubblichiamo.

"Si è conclusa la mia esperienza di Segretario Nazionale del Centro Democratico, continua il mio impegno nella Direzione nazionale del partito. Il Consiglio Nazionale ha preso atto delle mie irrevocabili dimissioni e sono particolarmente felice di aver passato il testimone all’amica Margherita Rebuffoni alla quale ho augurato buon lavoro e garantito pieno sostegno e collaborazione.

E’ stata un’esperienza esaltante e gratificante per la quale non ringrazierò mai abbastanza gli amici del Centro Democratico, e per tutti Bruno Tabacci, per la fiducia e stima accordatami. Ritengo però pressoché ingestibile tale ruolo da parte di chi, come me, ha da sempre scelto di tenere le radici e residenza in Sardegna e in particolare a Nuoro con tutto ciò che ne consegue, trasporti compresi.

Mi riapproprio quindi della mia dimensione e dei miei più intimi affetti e interessi. Tra questi ultimi quello di voler contribuire a frenare attraverso l’impegno politico la deriva culturale, economica, sociale e politica della Sardegna e della mia città.

Mi spiace dover riscontrare, in generale, una diffusa incompetenza , una pericolosa incapacità politico/amministrativa e, perdonatemi l’ardire, un grave decadimento culturale e valoriale condito da una buona dose di presunzione che pervade gran parte degli “attori” della politica nazionale e delle controfigure regionali e locali. Queste ultime spesso importate e passivamente subite, strano effetto del nuovo vento sardista.

In Sardegna , e non solo, mi preoccupa la condizione della Sanità pubblica e convenzionata governata nella gran parte dei casi con evidente incompetenza e preoccupante approssimazione, ma non penso con malafede, salvo alcune eccezioni (fra gli altri il mio pensiero corre al Project nuorese). In particolare è allarmante il silenzio delle rappresentanze istituzionali locali e l’inefficacia della loro azione sullo smantellamento sistematico, ormai in corso da anni, del terzo polo sanitario nuorese. Ne sono esempio i tempi delle imbarazzanti liste d’attesa, i dati della mobilità sanitaria intra ed extraregionale, (salvo alcune “eroiche” eccellenze che attraggono e ancora resistono), mancanza di posti letto e ricoveri illegali in barella, carenza di farmaci, garze , fili di sutura e presidi sanitari, attrezzature in gran parte obsolete ma ancora supportate da faraonici contratti di assistenza , personale sanitario ridotto e vergognosamente stressato da turni insopportabili. Al contrario il personale “clientelare” sempre in aumento, e non da oggi ( cup, portierati, ausiliarato e assistenti amministrativi), alla pari della spesa politico/sanitaria che tende a moltiplicare poltrone, dirigenze, aziende e agenzie. Sempre più colletti bianchi e sempre meno camici bianchi, sempre più medici costretti a compilare moduli anziché assistere pazienti ormai spazientiti!

Potrei dilungarmi sulla disastrosa ultradecennale gestione dei trasporti, dello stato delle infrastrutture e dei mancati investimenti (ferrovie, queste sconosciute), sullo stato della scuola e delle università, sullo spopolamento e mancanza di lavoro, sull’arlecchinesca gestione del turismo e delle attività produttive, sull’affossamento della meritocrazia, sulla demotivazione dei funzionari e dirigenti pubblici , sul maldestro tentativo di imporre opache leggi ad personam o ad occasionem . Ci saranno momenti e luoghi opportuni per approfondire ognuno di questi punti e altri ancora.

Credo sia opportuno impegnarsi tutti in maniera seria e costruttiva per formulare proposte e per confrontarsi civilmente e pubblicamente mettendo al bando la maleducazione, la denigrazione, l’arroganza , l’egoismo e la xenofobia.

In sintesi una vera e propria rivoluzione, quella della politica, della competenza, dell’esperienza, del rispetto e del buon senso che comunque non vuol dire essere inerti. Oggi più che mai, e in particolare a Nuoro, per Nuoro, c’è bisogno dell’unità delle forze sane, democratiche e progressiste per promuovere un possibile progetto di rilancio dell’intera Sardegna.

Per quanto mi riguarda sono pronto all’impegno e al confronto civile e/o politico insieme a quanti credono possibile Un’Altra Sardegna, Un’Altra Nuoro, Un’Altra Politica.

Grazie per l’attenzione

Roberto Capelli

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