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Cagliari. Cisl e La Fit-Cisl Comparto aziendale AirItaly hanno presentato le proposte Cisl sulla Vertenza AirItaly

Politica Regionale
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Sono: 1)Revoca della procedura di licenziamento dei lavoratori, in alternativa la sospensione immediata di essa 2)Governo e Regione incontrino l’Azienda per verificare la possibilità di sospendere la “liquidazione in bonis” e avviare i percorsi “normali” col ricorso agli ammortizzatori sociali; 3) i lavoratori sardi di AirItaly sono i più penalizzati perché residenti in una regione dove le alternative occupazionali sono pressochè nulle; 4) Intervento della Regione per favorire la ricomposizione dell’assetto societario; 5) Una decisa mobilitazione del Consiglio e della Giunta per una vertenza che riguarda tutta la Sardegna. “ La vertenza AirItaly - hanno detto la segretaria regionale Federica Tilocca, il segretario generale Cisl Gallura, Mirko Idili, e il segretario aziendale Gian Luca Langiu - non riguarda solamente un territorio e i lavoratori dell’azienda interessata, ma è un problema di tutta la Sardegna, perché gli effetti dei licenziamenti si riflettono negativamente sul già grave problema dei collegamenti tra la Sardegna e l’Italia, sull’isolamento dei Sardi, sul costo dei trasporti, sul turismo e sull’economia in generale dell’isola.
Inoltre i 550 lavoratori di AirItaly della Sardegna subiranno le maggiori conseguenze delle decisioni aziendali, perché in possesso di profili professionalità talmente specifici ( piloti, assistenti di volo, tecnici di manutenzione aerea, etc) non reimpiegabili in Sardegna per l’assenza nell’isola di altre compagnie aeree. Davanti ai lavoratori - senza l’intervento del Governo e della Regione - si spalanca il baratro della povertà.
Diventa, pertanto, necessario a) revocare o sospendere le procedure di licenziamento dei lavoratori aperte unilateralmente dall’azienda, b) un urgente intervento Governo e Regione per verificare la possibilità di sospendere la “liquidazione in bonis” e avviare i percorsi “normali” col ricorso agli ammortizzatori sociali; c) l’intervento della Regione sarda per favorire la ricomposizione dell’assetto societario; d) una decisa mobilitazione del Consiglio e della Giunta per una vertenza che riguarda tutta la Sardegna e che rivela la scarsa attenzione del Governo e la marginalità della Sardegna nel contesto dell’Unione Europea.

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