In queste ore si susseguono le notizie relative all'aumento del numero dei casi di Covid 19 nel Sulcis Iglesiente. Davanti a questo fenomeno risulta ancor più grave che la ASSL di Carbonia sia l’unica in Sardegna a non avere la macchina per processare i tamponi effettuati per accertare i casi di positività. A testimonianza di questo è il fatto che per l'emergenza Carloforte non è intervenuto il laboratorio locale.
Questa situazione deriva dalle assurda decisione della ATS. Conseguentemente dal territorio, nonostante le reiterate proteste di sindacati e associazioni, ci si deve rivolgere ai laboratori di Cagliari.
L’Azienda per la Tutela della Salute (ATS) nasce nel gennaio del 2017 dalla fusione per incorporazione delle sette ASL nell'azienda incorporante di Sassari, dando vita ad una Azienda e otto aree socio-sanitarie, corrispondenti ai territori delle vecchie ASL, oltre all'area della Città Metropolitana di Cagliari.
Proprio per una assurda decisione dell'ATS, la ASSL di Carbonia è l’unica in Sardegna a non avere la macchina per processare i tamponi necessari ad accertare gli eventuali casi di positività al Covid-19, che negli ultimi giorni ha fatto registrare un importante aumento di casi, per il nostro piccolo territorio, in seguito agli arrivi di persone positive nell'Isola e all'emergenza dei contagi di parecchi giovani, registrati dopo la serata in discoteca del 31 luglio scorso a Carloforte. Per questo motivo, per i test ci si deve rivolgere ai laboratori di Cagliari, in barba alle proteste di sindacati ed associazioni, indignati oltremodo, ancor più se si tiene conto del fatto che la Fondazione di Sardegna, già due mesi fa, dono' alla ASSL una somma sufficiente all'acquisto delle apparecchiature necessarie ed, inspiegabilmente, ad oggi, queste non sono state neppure ordinate.
Urge dunque, per articolo uno, che L’Assessore Regionale alla Sanità con la maggioranza intervengano al più presto per ovviare a questa mancanza gravissima, per la sanità del Sulcis, che si trova ad affrontare un periodo di particolare emergenza.
Agostina Basciu