Questo implicherebbe che la Sardegna sarebbe rappresentata a Roma da circa 15/16 parlamentari, o meglio da una decina di unità in meno tra senatori e deputati: i primi passerebbero da 9 a 4, i secondi da 17 a 11-12.
Il referendum confermativo costituzionale non ha bisogno di quorum e si è concluso con il 66,7% di SI contro il 33,3% dei NO.
Nel sud Sardegna hanno votato Si oltre il 70%, e nell'Oristanese (69%). Si raggiunge il 67% tra Nuoro, Ogliastra e Sassari con la Gallura, mentre nella Città Metropolitana di Cagliari circa il 61% si è pronunciato a favore del taglio dei parlamentari, a dispetto delle indicazioni di quasi tutta la politica isolana, che propendeva per il No al taglio, con esclusione del Movimento Cinquestelle e di qualche esponente di partito, nonostante le indicazioni arrivate dalle segreterie nazionali, come nel caso di Pd, Lega e Fdi; infine il mondo indipendentista era rimasto in sospeso tra il non noto ed il No.
La capogruppo in Consiglio regionale Desirè Manca, portavoce del M5s, commenta all'ANSA di come, anche in Sardegna, ci sia soddisfazione tra gli esponenti M5s per l'esito del Referendum, che vede ripagato un duro lavoro per onorare l'ennesima promessa, raggiungendo l'obiettivo del taglio di 345 poltrone e, nonostante le bugie a favore del No, in Parlamento si potrà contare sulla qualità e non sulla quantità.
Agostina Basciu