Il Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) è una sottospecie endemica della Sardegna e della Corsica del Cervo europeo (Cervus elaphus). Il Cervo sardo è sottospecie faunistica prioritaria ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE, sottospecie faunistica rigorosamente protetta ai sensi della Convenzione internazionale di Berna . Fra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso il cervo sardo era ridotto a poco più di un centinaio di esemplari solo in Sardegna dov’era inefficacemente protetto fin dal 1939), suddivisi in tre areali non comunicanti Sette Fratelli, Sulcis, Montevecchio), mentre in Corsica si estingueva nel 1969. Caccia, bracconaggio, distruzione degli habitat, incendi sono le cause dell’incombente pericolo di estinzione del Cervo sardo. Solo una decisa opera di protezione e ripopolamento condotta dall’allora Ente Foreste della Sardegna, dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e dal W.W.F. (con l’oasi naturale di Monte Arcosu) è riuscita a far diminuire il rischio per la sopravvivenza del Cervo del Mediterraneo, consentendo la reintroduzione in varie altre Foreste demaniali e in Corsica a partire dal 1985. Recentemente però in Sardegna, nonostante una situazione di rischio di estinzione del cervo sardo si assiste all'attacco dei cacciatori che in alcune zone come Laconi e Arbus lamentano danni all’agricoltura, senza tuttavia alcun riscontro accertato. Così nei giorni scorsi, però, l’Assessore della difesa dell’ambiente Gianni Lampis (originario di Arbus) ha affermato pubblicamente di voler eliminare un bel po’ di cervi mediante piano di abbattimento: “Quattro mesi dopo un tavolo permanente sulla problematica con i Comuni e le Province, la decisione è di chiedere al Ministero della Transizione Ecologica di superare l’imposizione nazionale di specie protetta. Pertanto dalle associazioni ambientaliste è stata avviata un petizione che chiede al Ministro della Transizione Ecologica l’adozione di ogni provvedimento finalizzato al mantenimento del divieto di caccia assoluto al Cervo sardo e l’inibizione di piani di abbattimento sotto qualsiasi forma giuridica; all’Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna la rinuncia a qualsiasi forma giuridica di piani di abbattimento del Cervo sardo, la promozione dei necessari censimenti faunistici e delle verifiche degli eventuali danni localizzati all’agricoltura, nonché la promozione degli opportuni trasferimenti degli esemplari verificati in esubero nelle singole aree con la reintroduzione nei siti già individuati dagli atti di programmazione regionali (Carta delle vocazioni faunistiche); al Presidente dell’I.S.P.R.A. l’adozione dei provvedimenti di diniego alle proposte di piani di abbattimento del Cervo sardo sotto qualsiasi forma giuridica in assenza dei metodi ecologici previsti dalla legge, nonché il sostegno per gli interventi di cattura e trasferimento degli esemplari verificati in esubero nelle singole aree con la reintroduzione nei siti già individuati dagli atti di programmazione regionali (Carta delle vocazioni faunistiche). In 4.119 hanno già firmato la petizione promossa da Stefano Deliperi ma si punta alle 5.000 firme!
Cagliari. Petizione popolare per la salvaguardia del Cervo sardo. L'assessore Regionale propone un piano di abbattimento
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