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Partito dei sardi. Portiamo a casa la riforma del Consorzio del Parco Geominerario!

Politica Regionale
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Il Partito dei Sardi ritiene necessario che si porti a termine l’intesa fra RAS e Ministero dell’Ambiente per dare attuazione alla riforma del Consorzio del Parco Geominerario. Per questo il Partito dei Sardi chiede al Presidente Pigliaru che il positivo percorso intrapreso dalla nostra Giunta nei confronti del Ministero per l’Ambiente riprenda con vigore e decisione. e porti a risultati definitivi..

Durante l’Assemblea Generale Straordinaria Aperta della Consulta delle Associazioni del Parco Geominerario per esaminare lo stato di attuazione che si è svolta presso la Grande Miniera di Serbariu il 26 giugno 2015, è stata infatti accolta con soddisfazione la comunicazione dell’annuncio, da parte del Coordinatore per il Piano Sulcis Tore Cherchi, di un’imminente incontro, entro fine luglio, tra il Ministro Galletti e il Presidente della Regione Sardegna Pigliaru, per la sottoscrizione dell’intesa per dare attuazione alla riforma del Consorzio del Parco Geominerario, ponendo finalmente termine alla pluriennale gestione commissariale dell’ente.

All’assemblea, una nutrita rappresentanza del Partito dei sardi, guidata dal Segretario nazionale Franciscu Sedda, e dal Coordiantore del Sulcis Iglesiente, Luca Sarriu, ha ribadito la strategicità di tale provvedimento, atteso ormai da troppo tempo, per il rilancio di un settore che potrebbe dare ossigeno ad un territorio come quello sulcitano, martoriato da una crisi occupazionale che non sembra dare tregua.

L’attivazione di percorsi di sviluppo innovativi ed alternativi a quelli che , negli ultimi anni, hanno dimostrato la loro scarsa capacità di tenuta e la loro residuale ricaduta in termini occupazionali nel settore dell’indotto, si pone come uno dei sentieri da intraprendere per il rilancio del Sulcis e dell’intera Isola.

Nonostante l’annuncio, proveniente peraltro da una fonte attendibile e sicuramente ben informata, ben oltre la data in cui tutto questo si doveva realizzare non si hanno notizie sullo stato della questione o sugli eventuali motivi di un ritardo che nuoce al territorio, ai suoi lavoratori in attesa di una valida ricollocazione e ai tanti disoccupati, soprattutto giovani, che hanno costruito i loro percorsi di formazione proprio in virtù delle opportunità offerte dall’istituzione del Parco.

Il prolungamento della gestione commissariale, oltre a non offrire quelle caratteristiche di democraticità e trasparenza che gli organi consortili istituiti a norma di legge potrebbero meglio garantire, presta il fianco a troppe critiche, anche legittime, come quelle che riguardano il bando per l‘assunzione di 10 figure professionali, avvenuto in un momento in cui non sembra si riesca ad scorgere una visione precisa e condivisa di quali debbano essere le funzioni del Parco, le sue strategie di sviluppo e, di conseguenza, le figure professionali più adatte a ricoprire incarichi che vadano effettivamente a mettere in pratica gli obiettivi che l’ente si è posto.

Il Partito dei Sardi chiede dunque con forza che il positivo percorso intrapreso venga portato a termine, superando così le solite trappole e le lentezze burocratiche dello Stato italiano.

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