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Cagliari. Farina (FNP Sardegna) : «Le ondate di calore aggravano la precarietà del sistema sanitario regionale e moltiplicano i rischi»

Politica Regionale
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Un nuovo campanello d’allarme sulla situazione sanitaria in Sardegna è venuto l’altro ieri dal Bollettino del sistema di sorveglianza sulle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute, che nel periodo 1-15 luglio scorso ha registrato a Cagliari un incremento della mortalità pari al 51%. Indubbiamente sono necessarie ulteriori indagini per stimare con maggiore precisione l'eccesso di mortalità attribuibile alla temperatura, tenendo conto anche dell'effetto dell'epidemia di Covid-19, ma è evidente che l’eccezionale ondata di caldo mette a rischio soprattutto le persone deboli, come gli anziani. In particolare quelle meno attrezzate: che vivono sole ( nel 2019 il 46% delle famiglie cagliaritane aveva un solo componente), prive di accompagnamento e assistenza, abitanti in case senza condizionamento.
Il dato del Ministero della Salute ridimensiona di fatto, come avevano prontamente dichiarato i sindacati, la classifica del quotidiano “Sole 24 ore” che, nello scorso mese di giugno, collocava la nostra regione fra le prime in Italia per qualità della vita degli over 65, con Cagliari in testa. E’ opportuno ricordare che in Sardegna nel 2019 il 20,90% degli ammalati ha rinunciato a prestazioni e cure sanitarie per motivi economici.
L’emergenza sanitaria non può essere gestita alla stregua di altri problemi, dove non è in discussione la salute pubblica. Soprattutto gli anziani non possono essere privati della costante presenza del medico di base, problema che interessa da molti mesi numerosi centri abitati soprattutto nelle zone interne. Disfunzioni e carenti servizi possono diventare drammatici quando si tratta di salute. E quella degli anziani sardi non è al top.
Secondo ’”Indagine Istat su “Decessi e cause di morte” anno 2021 il tasso ( standardizzato a 10.000 abitanti) di mortalità nella popolazione sarda 60-74 anni è il più alto in Italia : 145,0 (media nazionale 130,4). Decisamente migliore la situazione per le donne di questa fascia d’età, il cui tasso di mortalità nel 2019 è pari a 68,1 contro una media nazionale del 72,4. La principale causa di morte per i maschi 60-74 anni deriva dai tumori ( tasso 73,7), la più alta in Italia.
La Sardegna, inoltre, presenta gravi criticità nel settore della salute mentale . Il tasso (standardizzato per 10.000) di dimissioni ospedaliere con diagnosi principale o secondaria di disturbo psichico nell’età 65-74 anni è 55,80 ( media nazionale 40,37) il più alto in Italia dopo il Molise. Un dato che sale al 193,88 negli over 75 maschi, addirittura a 211,55 nelle donne ( media nazionale 145,39). Nel 2019 il 15% della popolazione sarda oltre 65 anni manifestava sintomi depressivi ( secondo posto in Italia dopo la Calabria). Negli anni 2017-2018 alta percentuale di suicidi soprattutto tra gli over 75 maschi: 16,4 su 100 mila abitanti.
Il problema della carenza di medici in Sardegna non può essere gestito col sistema delle porte girevoli: si assumono 20 medici mentre oltre 40 in quella stessa Asl vanno in pensione. L’Assessorato della Sanità dovrebbe conoscere la reale pianta organica, servizio per servizio, fino alle strutture più semplici, necessaria per far funzionare ogni giorno al meglio un sistema costruito per tutela la vita dei Sardi, e procedere velocemente in questa direzione.

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