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agliari. Italia nostra sul progetto" mitigazione rischio frana in falesia diPunta Giglio ad Alghero chiede corretezza dell'iter

Politica Regionale
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Non può che lasciare perplessi l’elusione della procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale,
resa obbligatoria dalla Direttiva Habitat per le aree ZSC - SIC e ZPS), in merito al progetto dei “Lavori
di mitigazione rischio frana in falesia – Punta Giglio (Alghero)”. A tale conclusione induce da una
parte la mancata pubblicazione del progetto sui siti (sia dell’Azienda Speciale-Parco di Porto Conte,
sia dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione Sardegna), dall’altra l’avviso pubblico
di procedura negoziata dell’Ente Parco.
Per questa ragione Italia Nostra Sardegna ha ritenuto di dover inoltrare, in data 10 agosto, ad
entrambi gli Enti interessati (Ente Parco e Regione - Servizio Valutazioni Impatti e Incidenze
Ambientali una richiesta di accesso agli Atti, insieme ad un invito rivolto all’Assessorato all’Ambiente
affinché, prima dell’attivazione della procedura negoziale, si dia luogo, in ottemperanza alle Linee
Guida Nazionali sull’art.6 della Direttiva Habitat, all’espletamento della VIncA per il citato progetto.
E’ di tutta evidenza che le attività di disgaggio (demolizioni e abbattimenti) sulle parti a rischio frana
e gli interventi di chiodatura previsti in progetto, volti a “stabilizzare pendii, scavi e pareti rocciose”,
andrebbero valutati sia in relazione alla loro reale efficacia di messa in sicurezza del sito, sia in
termini di incidenza sugli habitat della falesia e sull’avifauna ivi nidificante (tra cui alcune specie a
rischio di estinzione a livello mondiale). Come pure occorre richiamare la non congruenza di tali
interventi con la recente legislazione adottata dall’Unione Europea sulla conservazione della
biodiversità e degli habitat.
Vi è ancora da aggiungere che nell’intervento sono state previste opere a mare che appaiono in
singolare dissonanza con le finalità precauzionali di messa in sicurezza della falesia, quali ad esempio
l’installazione di 15 boe (ben 5 delle quali prossime alla falesia stessa) atte a consentire l’ancoraggio
di “unità nautiche” per attività di immersione e di imbarcazioni per il “trasporto collettivo” per la
fruizione turistica delle aree marine al piede della falesia. L’incremento della pressione antropica via
terra (ripristino sentieri) e via mare (ormeggi e moli) si pone, infatti, in netta antitesi con la finalità
dichiarata del contenimento del rischio, soprattutto ove si consideri che il contesto ambientale in
cui si inscrive, esclude l’accoglimento di istanze di dissennato sfruttamento antropocentrico
Viceversa una visione naturocentrica, coniugata al principio di precauzione (Dichiarazione di Rio
1992), potrebbe dar luogo a un intervento meno pervasivo e meno denso d’incognite. La mappatura
delle criticità e il monitoraggio dei fenomeni evolutivi dovrebbero costituire i principi ispiratori di un
progetto di restauro naturalistico calibrato sulle specifiche esigenze di un sito ricompreso in una
Zona di Speciale Conservazione (ZSC), piuttosto che fare ricorso a tecniche d’ingegneria ambientale
di dubbia efficacia per le azioni meccaniche potenzialmente inducibili su una parete rocciosa ad alta
instabilità.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PER LA TUTELA
DEL PATRIMONIO STORICO
ARTISTICO E NATURALE
DELLA NAZIONE
In sintesi l’adozione alternativa di un’opzione zero (non esclusa in ambito VIncA) con un congruo
ampliamento della zona di interdizione, consentirebbe il naturale decorso evolutivo della falesia
evitando d’incrementare le cause di alterazione degli equilibri geostatici e tendenzialmente
azzerando il pericolo per la pubblica incolumità.
Non si può quindi che concordare con le riserve sull’intervento formulate dal Comitato per Punta
Giglio affidate a una petizione diffusa sui social, che ha già raccolto numerose autorevoli adesioni
Infine, non è inutile rammentare che il dibattito pubblico e il processo partecipativo, finora
sostanzialmente elusi, non sono gentili concessioni delle Amministrazioni procedenti, ma diritti dei
cittadini, sanciti nell’interesse pubblico da norme nazionali (Dlgs 241/90, Linee Guida, ecc.), nonché
da una cospicua legislazione europea.
frirmato Mauro Gargiulo Presidente Italia Nostra Sardegna

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