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POLITICA E DINTORNI. R. Capelli: Ponte sullo Stretto: fermiamoci prima dello spreco finale

Politica Regionale
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Comunicato stampa di Roberto Capelli. cappelliRoberto Capelli è Cittadino italiano, originario della Sardegna, con un passato di esperienza politica come consigliere regionale e parlamentare, oggi libero da incarichi pubblici ed elettivi. Cittadino attivo, impegnato per il Sud e per idee concrete, lontano dalla politica delle etichette, ma vicino all'innovazione partecipativa. Fondatore dell’Associazione “Un’Altra Sardegna – Un’Altra Politica”
"Il Ponte sullo Stretto di Messina, definito "opera di interesse nazionale", è in realtà un simbolo di un sistema politico che spreca risorse senza affrontare i veri problemi del Paese, in particolare quelli del Mezzogiorno.
Negli anni, troppe volte esponenti politici di primo piano hanno cambiato posizione sul progetto del Ponte, oscillando fra entusiastici sostegni e improvvisi dietrofront. Questi mutamenti non sono stati frutto di nuove valutazioni tecniche o di reali esigenze dei cittadini, ma sembrano spesso legati alla ricerca di consenso immediato — quando non al tentativo, per essere benevoli, di “comprare” consenso con promesse altisonanti. Il risultato è che il dibattito pubblico è stato piegato a convenienze di parte, mentre le esigenze concrete di mobilità e sviluppo del Sud restavano inascoltate.
Ad oggi, tra studi, progettazioni, consulenze e spese di gestione, abbiamo già dissipato centinaia di milioni di euro senza costruire un solo metro di ponte. Ora si parla di un impegno reale sicuramente superiore ai 25 miliardi di euro ad opera finita: una cifra colossale che, se investita diversamente, potrebbe cambiare davvero il volto delle nostre infrastrutture.
Per questo propongo due strade, complementari:
1. Referendum abrogativo delle norme che hanno riattivato il progetto, per fermare subito l'opera e bloccare le procedure in corso.
2. Legge di iniziativa popolare per destinare integralmente i fondi del ponte a un Piano straordinario di potenziamento ferroviario del Mezzogiorno, con riparto chiaro:
o 50% alle regioni Calabria e Sicilia (in parti uguali)
o 50% a Campania, Puglia, Sardegna, Basilicata, Molise e Abruzzo.
Gli interventi prioritari sarebbero: eliminazione dei tratti a binario unico, elettrificazione delle linee, nuove tratte ad alta capacità, modernizzazione di stazioni e impianti di sicurezza, potenziamento delle connessioni tra porti, aeroporti e ferrovie.
Questa proposta non è un "no" allo sviluppo, ma un "sì" a un piano concreto, diffuso e utile a milioni di cittadini, che ogni giorno subiscono ritardi e disservizi inaccettabili.
Invito le forze politiche che si considerano un'alternativa seria e competente all'attuale decadente sistema politico a sostenere questa iniziativa e ad aprire un confronto vero con i cittadini. Con il loro aiuto, potremmo iniziare un percorso di partecipazione, raccogliere le firme necessarie e, soprattutto, chiamare gli italiani a esprimersi.
Se vogliamo cambiare le cose, cominciamo a decidere insieme dove e come investire i nostri soldi.

Roberto Capelli

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