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Roma. Nuove speranze per Alcoa: il Governo proporrà a Glencore, per 10 anni, un prezzo dell’energia di 28-29 euro per mw/h.

Politica Regionale
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«Siamo riusciti ad ottenere, per chi acquisterà lo stabilimento ex Alcoa, un prezzo per l’energia inferiore ai 30 euro a mw/h, che è il prezzo più basso praticato in Europa.»

Lo ha detto Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, poco fa, nel corso della trasmissione de La 7 Coffee Break, che si sta occupando della crisi industriale del Paese, con specifico riferimento all’ex Alcoa e all’Ilva di Taranto.

La proposta del Governo Renzi, prospettata ieri alle parti presenti all’incontro di Palazzo Chigi dal sottosegretario della Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, salvo imprevisti, sarà possibile grazie alla stipula di un accordo bilaterale con un produttore primario di energia operante in Sardegna.

Per la precisione, il prezzo che verrà proposto a Glencore, la multinazionale svizzera che già un anno fa ha dato la sua disponibilità a rilevare lo stabilimento a condizione che le vengano riconosciute condizioni tariffarie dell’energia elettrica in linea con la media europea, per 10 anni, dovrebbe oscillare tra i 28 e i 29 euro per mw/h.

Il ricorso ad accordi bilaterali consentirà di evitare il vaglio dell’Unione Europea che fino ad oggi ha sempre creato grossi ostacoli in tal senso, avanzando forti dubbi sullo “sconfinamento” verso gli “aiuti di Stato

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