La federazione provinciale ROSSOMORI di Nuoro esprime tutta la sua contrarietà e il suo disappunto per la decisione del Consiglio di Stato sulla sospensiva del “revamping” dell’inceneritore di Tossilo, in chiara e clamorosa divergenza con le direttive europee in materia.
I ROSSOMORI di Nuoro, sul merito della vicenda, ribadiscono il pieno dissenso in ordine all’azione politica della Giunta Regionale e in particolare del Presidente Pigliaru, che in dispregio al pronunciamento del Consiglio Regionale (vedi OdG approvato in aula) e in contrasto col punto programmatico “Rifiuti Zero”, disattendendo l’impegno di una predisposizione di un nuovo piano regionale dei rifiuti, ha voluto spingersi sino all’impugnazione della sentenza di sospensiva del TAR.
Rossomori-Nuoro esprime piena condivisione e solidarietà alle associazioni di cittadini, associazione di comuni, e società scientifiche che da anni conducono una civile battaglia per un maggior rispetto e tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini di quei territori e dell’intera comunità Sarda.
Noi non intendiamo indietreggiare e anzi richiamiamo quanto disposto dal Sesto Programma di Azione per l’Ambiente dell’ Unione Europea del 2013 .
Tale programma dispone prioritariamente una progressiva riduzione della produzione di rifiuti (1° obiettivo prevenzione), per arrivare nel 2020 al 20% ed al 2050 al 50% in meno nella produzione di rifiuti.
Le Linee Guida Europee, esplicitate in quel programma, prevedono la sostituzione di tutti gli inceneritori in attività in Europa, con impianti di riciclo completo entro il 2020.
Numerose esperienze e studi scientifici permettono di affermare tra l’altro che:
1) La gestione dei rifiuti con inceneritore costa ai cittadini circa il 50% in più rispetto ai più moderni sistemi di gestione con differenziata spinta e riuso; 2) L’inceneritore è fonte pericolosa di inquinamento. Anche il più moderno produce polveri ultrasottili. 3) L’O.M.S. definisce le polveri ultrasottili “la maggior minaccia alla salute umana da inquinamento dell’aria”.
4) L’incenerimento non elimina le discariche. 3 tonnellate di rifiuti bruciati producono 1 tonnellata di ceneri residue che vanno smaltite in discariche speciali molto costose e molto pericolose. 5) Una raccolta differenziata spinta crea da 5 a 10 posti di lavoro in più rispetto agli inceneritori. 6) L’incenerimento è un sistema per bruciare risorse perché distrugge materie prime riutilizzabili. 7) Molti Stati Europei penalizzano l’incenerimento mentre in Italia (e la Sardegna non fa eccezione!), gli inceneritori funzionano solo perché sovvenzionati da soldi pubblici. Sulla base di queste considerazioni vogliamo capire e chiediamo quali siano le ragioni di tanto zelo e impegno del Presidente Pigliaru, nel sostegno all’inceneritore di Macomer– Tossilo. Nel “Patto per la Sardegna” si impegnano oltre 50milioni di euro (cento miliardi di vecchie lire!) per il “revamping “ degli impianti di Tossilo, risorsa economica che secondo noi la Regione si dispone a BRUCIARE(!), accondiscendendo a un “progetto industriale” discutibilissimo, obsoleto, con molti aspetti poco trasparenti, e comunque sicuramente dannoso per il Territorio e per l’intera comunità Sarda.
Nuoro. I rossomori e la sentenza del Consiglio di stato sulla sospensiva del TAR sul “revamping” di Tossilo-Macomer.
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