L'assessore alle Riforme della Regione Sardegna, Gianmario Demuro, esponente del Pd in quota soriani, si è dimesso dall'incarico. E' l'effetto del suo impegno a favore del Sì al referendum costituzionale di domenica scorsa che ha visto la netta prevalenza del No in Sardegna, record di contrari in Italia con il 72,22% alla riforma voluta da Renzi. In più occasioni, Demuro aveva difeso le nuove norme, sostenendo con forza che non avrebbero inficiato le prerogative autonomistiche della Sardegna, quindi non avrebbero messo in pericolo lo Statuto isolano.
In passato, l'esponente della Giunta aveva già messo sul tavolo del presidente Francesco Pigliaru la propria disponibilità a lasciare l'incarico: sconfessato di fatto da Renato Soru, che lo aveva appunto indicato assessore in quota Pd, il titolare delle Riforme si era detto pronto alle dimissioni, ma il governatore le aveva respinte. Oggi dopo la batosta referendaria, la sua poltrona, diventata 'scottante', è saltata.
ANCHE LA FALCHI PRONTA A LASCIARE - Anche l'assessora dell'Agricoltura Elisabetta Falchi, esponente dei Rossomori, partito che per primo ha dato l'aut aut al governatore, è pronta alle dimissioni. Una decisione in tal senso è attesa nelle prossime ore.
Scossoni anche in Consiglio regionale: la maggioranza perde la presidenza della commissione Governo del territorio che passa all'Udc con Peppino Pinna. A pesare sul risultato è stata l'astensione di Antonio Solinas (Pd), ricandidato all'incarico. Pinna e Solinas hanno raggiunto la parità, ma ad essere eletto, da regolamento, è stato il consigliere più anziano quindi l'esponente della minoranza.
CAPPELLACCI, PIGLIARU NON SI NASCONDA DIETRO A DEMURO - "Non si nasconda dietro le dimissioni dell'assessore Gianmario Demuro", così il coordinatore regionale di Fi, Ugo Cappellacci, si è rivolto al governatore Francesco Pigliaru dopo la decisione del componente della Giunta di lasciare l'incarico in seguito alla sconfitta nel referendum sulle riforme.
"Se saranno confermate apprezzeremo almeno la coerenza del professor Demuro, ma il presidente della Regione non pensi di nascondersi dietro il gesto del suo collega e di fuggire da una questione politica che lo vede in minoranza sia nella sua coalizione che, fatto ben più rilevante, fuori dal palazzo - ha sottolineato Cappellacci - La rottura non si è consumata su una quisquilia, ma riguarda il cuore della nostra Autonomia e dei rapporti Stato-Regione.
Da domenica come potrà essere credibile nelle trattative con Roma un presidente sottomesso, il cui servilismo è stato sconfessato dal 72% dei sardi? Il timore è che egli passi dal servilismo verso Renzi alla sudditanza verso gli alleati del centrosinistra. Prima si è appiattito sulla linea del Governo, ora pur di stare seduto sulla poltrona, si farà commissariare dai feudatari della sua maggioranza composita ed eterogenea. Tradotto in parole semplici: immobilismo politico totale e distribuzione industriale di assessorati, incarichi e azioni di piccolo cabotaggio per mantenere in aula quei numeri che non ha fuori dal Palazzo".
PITTALIS, PIGLIARU RIFERISCA IN AULA SU CRISI - "Abbiamo saputo dagli organi di stampa che si è dimesso l'assessore degli Affari generali e che l'assessore dell'Agricoltura avrebbe già salutato il personale del suo assessorato: c'è una crisi politica del governo che sta rischiando di passare sotto silenzio e in secondo piano su questioni di lana caprina".
Così in Aula il capogruppo di Fi Pietro Pittalis, che sollecita la convocazione del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, affinchè riferisca in Consiglio sulla situazione politica. "Potrebbe essere l'effetto del voto di domenica, visto che l'assessore Demuro è stato il principale protagonista della sconfitta della riforma accentratrice di Renzi in Sardegna - argomenta l'esposizione dell'opposizione -
Ora, mentre c'è una situazione drammatica che investe tutti i settori, non può passare nel silenzio una crisi politica: sospendere i lavori dell'Aula - suggerisce Pittalis - è la cosa più naturale". L'intervento del capogruppo di Fi è arrivato dopo la richiesta della maggioranza di far slittare l'elezione dei componenti dell'Ufficio di presidenza per problemi interni al centrosinistra.
ANSA