<<L’assenza di una chiara strategia e di un progetto di rilancio è all’origine di questa fine traumatica per i lavoratori del Parco Geominerario>>. E’ l’amara constatazione del capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu sull’epilogo beffardo per i 520 lavoratori dell’Ati Ifras. Un destino già segnato: <<La verità è che la Regione sceglie la strada della cassa integrazione per i dipendenti del parco geominerario, contravvenendo e non rispettando una legge approvata dal consiglio regionale il 30 novembre – prosegue l’esponente centrista - Una figuraccia colossale e senza precedenti. Una vergogna>>. Il rappresentante dell’Udc – esponente di punta del territorio – è preoccupato per il futuro di un angolo di Sardegna già segnato dalla crisi. <<Un ulteriore colpo per il Sulcis Iglesiente ed il Medio Campidano – continua Rubiu – con professionalità che finiranno nel calderone degli ammortizzatori sociali, lasciando senza un piano di sviluppo un patrimonio unico dell’Isola>>. Una decisione contestata dal capogruppo Udc: <<La giunta Pigliaru, con l’assessore Mura, oltre ad offendere il consiglio regionale, umiliano e ingannano tutti i lavoratori, ma potremmo dire tutti i Sardi>>. Inascoltati gli appelli dei centristi: <<Non si è tenuto conto del fatto che l’unica soluzione praticabile – conclude Rubiu - sarebbe stata la proroga della convenzione, in attesa di una gara pubblica internazionale per affidare definitivamente al vincitore l’incarico per eseguire tutti gli interventi di bonifica e valorizzazione del patrimonio del parco geominerario, invece si sta avverando quello che sembrava un rischio lontano con la perdita di ulteriori posti di lavoro>>.
Cagliari. Rubiu ( Udc), dura presa di posizione contro la giunta:
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