Lo stato di desertificazione industriale del Medio Campidano segna la fine di quel processo di rilancio economico del territorio avvenuto negli anni Settanta e Ottanta, che aveva come epicentro la Piana di Villacidro.
“Un sogno di rinascita - ha detto il segretario generale della Cisl territoriale, Edoardo Bizzarro nella relazione di apertura dei lavori del X Congresso della Cisl in corso di svolgimento a Montevecchio - che intendeva porre fine alla tradizionale attività estrattiva, delegando la svolta ad un modello di sviluppo incentrato sull’industria”.
“Il fallimento e le alterne vicende della Keller, ultimo baluardo di quella fase, confermano – ha aggiunto il segretario Cisl - che quel sogno non si è realizzato. La speranza è che non sia giunto del tutto al suo epilogo. Perciò continueremo nella vertenza Keller, finché vedremo che uno spiraglio resterà aperto. Attualmente sono in corso trattative con un imprenditore interessato a rilevare l’azienda, anche se le condizioni poste rendono particolarmente complesso giungere ad una soluzione che concili gli interessi di tutte le parti coinvolte”.
Bizzarro ha passato in rassegna, nel suo intervento, alcune realtà industriali del territorio. Sempre nella zona industriale di Villacidro, per mantenere in piedi il centro logistico di distribuzione ex CS&D, oggi Sardegna Più, che contava oltre duecento dipendenti, si è dovuto procedere al licenziamento di circa 140 persone. Critica anche la situazione della SarMed di Villacidro, che si occupa di apparecchiature medicali. Più volte si è temuto che l’azienda venisse trasferita altrove e attualmente c’è molta preoccupazione per l’annuncio di voler delocalizzarla. Anche nell’edilizia le cose non vanno bene e si continua a perdere addetti. Una boccata d’ossigeno può essere data dalle opere pubbliche nell’ambito dei Comuni, per le quali è fondamentale che le amministrazioni accelerino le procedure per renderle immediatamente cantierabili. Non sorprende, vista la situazione economica, che il Medio Campidano si collochi tra le province italiane più povere. La statistica ci fornisce dati più che eloquenti: il tasso di disoccupazione al 21,7% , il più alto in Sardegna, ben 4 punti al di sopra della media regionale.