Con la relazione del segretario regionale Gian Michele Uda si sono aperti, questa mattina a Quartucciu, i lavori del VI congresso regionale della FISTEL, la Federazione che riunisce gli operatori del settore delle telecomunicazioni e dell’emittenza pubblica e privata aderenti alla Cisl.
Settore Grafico- Poligrafico- Editoriale
«Il settore ha certamente risentito - ha detto Uda - dell’influsso negativo causato dai tagli governativi sui fondi a sostegno delle aziende editrici, oltre al crollo delle vendite di spazi pubblicitari, che hanno provocato ripercussioni su importanti testate nazionali ma anche nei nostri giornali locali l’Unione Sarda e la Nuova Sardegna. In questi anni, si è perso – in Italia - metà del fatturato e metà dei lavoratori poligrafici, oggi scesi sotto le 4.000 unità».
Emittenza privata
Le TV locali versano in una situazione di particolare criticità determinatasi sia per la mancata adozione del nuovo regolamento che deve disciplinare le risorse economiche, sia per i gravissimi ritardi nelle assegnazioni dei contributi ad essa spettanti. «Ciò è assolutamente inaccettabile, rischia di mettere in pericolo – ha detto Gian Michele Uda - la sopravvivenza di molte aziende e il posto di lavoro di migliaia di dipendenti, oltretutto in un quadro di inadeguatezza degli ammortizzatori sociali. Le emittenti televisive locali producono e diffondono informazione sul territorio e svolgono la preziosa funzione di pubblico servizio.
Rai
«Negli ultimi anni ha visto rinascere, grazie a una convenzione con la Regione e alla perseveranza del direttore di sede, il settore di programmazione radiofonica. Dalla mezzora di programmazione settimanale iniziale, si è arrivati oggi ad una programmazione giornaliera di trenta minuti su radio 1 che vede finalmente il ritorno in campo di molti collaboratori culturali, la diffusione della lingua sarda e della ns. tradizione. Sono interessati nel settore, oltre quattro registi anche due tecnici. Occorre sostenere questa iniziativa - ha aggiunto Uda - anche in considerazione della produzione a livello nazionale che potrebbe svilupparsi in un passo successivo, con tutte le ricadute nel settore turismo e cultura»
Call Center
In Sardegna in questi ultimi anni fortunatamente non si sono registrati cali occupazionali.
SKY
«Abbiamo il più grande Call Center in Sardegna con oltre 1000 lavoratori, quest’anno anche l’Azienda Sky ha iniziato – ha precisato Uda - i confronti con le OO.SS. dichiarando una riorganizzazione con esuberi e trasferimenti.
L’Azienda vuole chiudere nel sito di Cagliari il settore della Control Room, con sette lavoratori, per trasferirla a Milano. In questi giorni sono iniziati i colloqui con due proposte per le persone coinvolte, andare a Milano o ricollocazione a Cagliari. .
La preoccupazione delle OO. SS. che ci sia da parte Aziendale un progressivo disinvestimento verso il sito di Cagliari in termini di formazione e di una eventuale esternalizzazione delle attività pregiate»
Comdata
Il secondo Call Center più grande è Comdata oltre 800 lavoratori tra Cagliari e Olbia,
Convergys
Altro Call Center con oltre 210 lavoratori, anche qui la Fistel è il sindacato di maggioranza. L’ Azienda ha dichiarato che vuole allargare il suo business potenziando il sito di Cagliari, con un incremento della forza lavoro di circa 500 unità e con nuove commesse. Purtroppo chiudendo il sito di Milano per potenziare e concentrarsi solo su Cagliari.
I lavori del congresso, presieduto da Federica Tilocca, segretaria organizzativa Cisl Sardegna , e dal segretario generale nazionale Fistel Vito Vitale si concluderanno questa sera con l’elezione del segretario generale regionale e della segreteria Fistel Cisl