Il gruppo BPER starebbe per preparare per i lavoratori e per la nostra isola un nuovo piano industriale lacrime e sangue. E' quanto risulterebbe alla Cisl in quanto il sindacato ritiene che il gruppo bancario modenese si presenterà alle trattative con i sindacati con pacchetto di inaccettabili proposte
Il gruppo BPER starebbe per preparare per i lavoratori e per la nostra isola un nuovo piano industriale lacrime e sangue. E' quanto risulterebbe alla Cisl in quanto il sindacato ritiene che il gruppo bancario modenese si presenterà alle trattative con i sindacati con pacchetto di inaccettabili proposte caratterizzato per il territorio sardo dalla fuoriuscita pilotata di oltre 500 dipendenti e la contemporanea chiusura di non meno 100 agenzie del Banco di Sardegna.
"Tutto questo senza, per altro, avere un disegno di sviluppo né di crescita per la nostra isola. La causa di questa ristrutturazione pesante è semplice: la “modenizzazione” di quella che è stata per 50 anni la “banca dei sardi” ha portato al netto distacco politico-economico del Banco di Sardegna dallo sviluppo e dalla crescita dei settori produttivi dell’isola: artigianato, agricoltura, turismo, benessere delle famiglie, pubblica amministrazione, si legge in un comunicato delal Cisl, Tutto ciò con evidente impatto negativo non solo sulla realtà socio-economica sarda, ma anche sulla capacità di generare valore da parte delle stesso Banco di Sardegna a beneficio del Gruppo nel suo insieme".
Ecco il quadro della tempesta in arrivo su quel che resta del Banco di Sardegna
Prima del recente piano industriale (2015-2017)si aveva la seguente situazione:
- 2500 dipendenti del Banco di Sardegna
- 500 dipendenti della Banca di Sassari
- 390 agenzie del Banco di Sardegna
- 55 agenzie della Banca di Sassari
Dopo gli effetti del piano industriale (2015-2017) si ha la seguente situazione:
- 2500 dipendenti del Banco di Sardegna
- 160 dipendenti della Banca di Sassari (ma fuoriusciti dalla galassia del Banco insieme alla proprietà della Banca di Sassari)
- 350 agenzie del Banco di Sardegna (ne devono essere chiuse ulteriori 10-14)
- 0 agenzie della Banca di Sassari
Il semplice studio prospettico dei dati a nostra disposizione ci induce a temere fortemente che il prossimo piano industriale del Gruppo Bper (in presentazione, forse, già in settembre) possa contenere le seguenti tremende novità:
- 2000 dipendenti del Banco di Sardegna ( 500 lavoratori in meno)
- 250 agenzie del Banco di Sardegna( 100 agenzie in meno)
"Noi non vogliamo questo! Né vogliano che il Gruppo BPER coltivi l’idea di tagliare in maniera drammatica il numero del personale per poi ridurre le agenzie e trasformare il Banco di Sardegna in una piccola colonia del Gruppo, senza più alcun radicamento né identità sarda, condannandolo, inspiegabilmente, anche sul piano economico a una progressiva eutanasia.
La Cisl e la FIRST ritengono, al contrario possibile una prospettiva di crescita e si attiveranno per condividere con i principali protagonisti della realtà sarda un progetto concreto di sviluppo. Il Banco di Sardegna è una banca sana, ben patrimonializzata ed efficacemente guidata nell’isola. Deve poter godere di una prospettiva diversa, dentro il Gruppo: per questo piuttosto che togliere, il nuovo piano industriale dovrà riconoscere e promuovere responsabilità, coesione e crescita. Purtroppo il Banco di Sardegna risente sino ad oggi di una strategia di BPER opposta.
Il sindacato ribadisce che, pur non avendo velleità autonomistiche, la Cisl sollecita la capogruppo affinchè veda nel Banco uno strumento utile a rafforzare il gruppo stesso come avvenuto per anni, investendo in Sardegna sulle persone, sul cambiamento e sulla modernità.
La Cisl sarda e i lavoratori della FIRST sono pronti a collaborare e si adopereranno per sensibilizzare le istituzioni e i principali attori dell’economia sarda perché possa realizzarsi questo progetto di Banco più attento al territorio dell’isola".