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Cagliari. Cisl sarda sulla riforma della rete ospedaliera. Salvaguardare il principio del modello universale, uguale per tutti

Politica Regionale
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Davanti alla proposta di riforma della rete ospedaliera sarda, l’unica risposta possibile, al momento, è la difesa del principio del modello universale, uguale per tutti , nella sua articolazione nei servizi sul territorio. Una riforma che ancora non può conciliarsi con l’efficientamento dell’emergenza-urgenza. La riunione del Consiglio delle Autonomie locali prevista a La Maddalena il 23 agosto dovrà esprimersi sulla riforma della rete ospedaliera. Secondo la Cisl regionale tale riforma, anche per il suo costo ricadente su tutta la Comunità sarda, dovrà difendere il principio del modello universale, uguale per tutti , nella sua articolazione nei servizi sul territorio. E’ questa, per il sindacato, l’unica risposta attualmente possibile a una proposta di legge che non dà serenità neppure ai lavoratori impiegati nel sistema salute sardo. Un disegno di legge sulla riorganizzazione della rete ospedaliera presentato dalla Giunta che, inoltre,  non può conciliarsi con l’efficientamento dell’emergenza urgenza, ancora fermo, rispetto al quale la CISL continua ad essere perplessa. Il nuovo modello di rete ospedaliera messo in campo dall’attuale Governo regionale non ha mai convinto la Cisl regionale, che ha sempre sostenuto le ragioni di una riforma che abbia come centro del ragionamento la riorganizzazione e il rafforzamento del territorio. Secondo il sindacato, infatti, solamente una gestione della domanda di salute basata sui centri di prossimità e, quindi, secondo un modello decentrato, potrà realmente orientare il sistema sanitario verso il  cittadino, scongiurando, soprattutto nelle periferie, la lesione del principio di sussidiarietà e dei diritti di cittadinanza. La Cisl sarda continua ad affermare che l’eventuale efficientamento e lo snellimento della burocrazia, ispirato a un modello centralista e dirigista, non regge le sfide di una sanità moderna che necessita, invece, di modalità e strumenti nuovi di governance. Inoltre la Cisl sarda è convinta che la quadratura dei conti del sistema sanitario non dovrà essere fatta a spese delle periferie, avendo come obiettivo finale solo la deospedalizzazione. Considerata la situazione demografica dell’isola e l’utenza regionale sempre più anziana, la Cisl richiama l’attenzione di Giunta e Consiglio sulla necessità di individuare nuovi servizi e risorse  sul versante delle funzioni domiciliari, col potenziamento, attraverso un piano organico sempre più urgente,  del socio assistenziale e un impegno ulteriore per la non autosufficienza.

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