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Cagliari. Risposta capogruppo pd Pietro Cocco sulle critiche dell'onorevole Rubiu sulla situazione lavoratori ex Ati Ifras

Politica Regionale
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Per gli ex Ifras si apre una seria prospettiva di lavoro, scrive così il capogruppo pd Pietro Cocco. “L'intervento di Rubiu è inattendibile e totalmente fuori luogo, e, se non stessimo parlando di cose molto serie ci sarebbe da sorridere sentendo che è proprio il capogruppo dell'UDC ad invocare una commissione d'inchiesta sulla situazione dei lavoratori ex Ifras.
Rubiu dovrebbe avere consapevolezza che le commissioni d'inchiesta verificano atti e azioni compiute in passato, non vanno certo ad incidere sui progetti e sui risultati futuri.
L'obiettivo è a portata di mano e si lavora alacremente per arrivare alla conclusione, anche se è vero che troppo spesso la burocrazia non viaggia alla stessa velocità dei desideri della politica e quindi bisogna ancora attendere che i processi vadano a conclusione. “
Il percorso procede verso una soluzione che è quella di rispettare lo spirito della legge originaria e cioè che tutti i lavoratori trovino spazio all'interno del progetto del Parco Geominerario.
Le istituzioni non si sono mai fermate, nessun immobilismo, anche oggi al lavoro con una riunione attraverso una task force, tavolo partenariale che comprende tutti i soggetti deputati, dagli assessori ai sindacati, con l'obiettivo di rafforzare la tutela e le garanzie dei lavoratori.

Replica così Pietro Cocco, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, alle dichiarazioni di Rubiu sui presunti ritardi nell'applicazione di quanto legiferato dal Consiglio regionale e continua:

Tutti sanno che il bando di assegnazione diretta non poteva più essere prorogato nonostante una proposta di legge presentata dal sottoscritto (primo firmatario) perchè nel frattempo è entrata in vigore una legge nazionale che lo impediva.
Abbiamo allora predisposto, nelle more della gara d'appalto internazionale, una Legge (che ancora mi vede primo firmatario) per dare prospettive concrete agli oltre 500 lavoratori recuperando lo spirito inziale del progetto legato al Parco Geominerario;

118 lavoratori hanno già partecipato al bando IGEA e 8 di questi sono già stati già inseriti, altri 54 entro il 10 di Ottobre e i restanti a seguire, così come da verbale sottoscritto dalle parti in data odierna;

Altri 123 lavoratori avrebbero dovuto essere assunti dai Comuni, i quali però, avendo in gran parte sforato il tetto di spesa legato al personale non hanno potuto ottemperare. Proprio oggi per superare questo problema, è stata riaperta la gara per consentire al Parco Geominerario e ad altri eventuali soggetti di presentare le manifestazioni di interesse;
Circa 140 lavoratori hanno presentato domanda di incentivo all'esodo e l'INSAR stà completando la procedura di prepensionamento incentivato;
12 lavoratori del nord Sardegna lavoreranno presso il Parco di Porto Conte.
Tutti i lavoratori sono sostenuti dalla NASPI e avranno diritto, come concordato, all'integrazione economica che parifica lo stipendio in godimento, risorse che percepiranno alla ripresa in servizio compresi tutti gli arretrati.
Ad agosto di quest'anno attraverso un'altra legge (che anche in questo caso mi vede primo firmatario) è stata anche aumentata la platea dei lavoratori.
Altre 20 persone a tempo determinato e con partita iva, come ad esempio archeologi e altre figure con diverse professionalità potranno lavorare a servizio del progetto del Parco.
Per tutte le persone interessate si apre una seria prospettiva di lavoro in Igea, nel Parco Geominerario e in quello di Porto Conte così come era stato previsto e mai rispettato, nel progetto elaborato in origine, fuori dalla precarietà di tutti questi anni che ha vincolato il loro impiego alla proroga triennale da parte del Consiglio Regionale.

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