Nessun candidato di Carbonia e del Sulcis Iglesiente, nelle liste del M5S per i collegio Sardegna 1 della Camera dei Deputati e del collegio unico del Senato. Una singolare circostanza, visto che Carbonia è l’unico capoluogo in cui il Movimento governa l’amministrazione comunale: in lista tre candidati di Cagliari gli uscenti Emanuela Corda e (nella foto) Andrea Vallascas, e Michele Ciusa, 30 anni, di professione consulente il quale tuttavia, essendo in quarta posizione, sarà eletto solo se la lista si aggiudicherà tutti i seggi; qualche possibilità sussiste per Lucia Scanu, trentottenne oristanese, disoccupata, in terza posizione, ma l’eventualità pare soltanto teorica. Per quanto riguarda il Senato, capolista è l’avvocato sassarese Antonio Licheri, 54 anni, seguito da Elvira Lucia Evangelista, legale nuorese di 49 anni: il primo ha già il seggio assicurato, la seconda potrebbe farcela. Nelle posizioni di rincalzo il ricercatore Roberto Giovanni Cappuccinelli, quarantanovenne di Sassari, e la coetanea Antonietta Congiu, libera professionista del capoluogo regionale.
Nel sito c'è l'ordine d'arrivo, niente invece sul numero dei voti ottenuti da ciascuno dei candidati e tanto meno sul numero degli iscritti sardi che hanno espresso le preferenze nella piattaforma Rousseau. Da quel che è trapelato, alcuni aspiranti alla candidatura sia a Carbonia che ad Iglesias sarebbero stati esclusi ma nessuno di essi ha avuto una comunicazione contenente le motivazioni del provvedimento. Un fatto che non depone in favore della trasparenza e che getta una luce fosca su procedure che, francamente, non si capisce come sia possibile verificare anche e soprattutto da parte degli iscritti e, in particolare, di quelli che si sono proposti al voto on line.
Sono stati pubblicati anche i nomi dei supplenti, nel caso qualcuno rinunciasse. Ora si attendono i nomi dei candidati per i 9 collegi uninominali della Sardegna, selezionati tra curriculum provenienti dalla società civile, quindi dal mondo dell'imprenditoria, della cultura, dello sport e della legge. Per loro niente voto on line, basterà l'ok dello staff: con buona pace del mitico “uno vale uno”.
Giovanni Di Pasquale