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Elezioni 2018. Nel Sulcis Iglesiente il M5S seppellisce il PD e sovrasta il centrodestra: un avviso per le regionali 2019

Politica Regionale
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Il verdetto delle politiche 2018 è univoco: con il 42,74 il Movimento 5 Stelle è di gran lunga il primo partito del Sulcis Iglesiente. Nel territorio della ex provincia di Carbonia e Iglesias, coincidente con un collegio per le elezioni del presidente della giunta e del consiglio regionale in programma l’anno venturo, le percentuali vanno da 34,26 di Giba al 53,19 di Narcao, passando per il clamoroso 46,30 di Iglesias, che in primavera va al rinnovo di sindaco e consiglio comunale, il 41,55 di Carbonia, il 39,94 di Sant’Antioco, il 39,61 di Carloforte, il 44,68 di Portoscuso, il 44,70 di San Giovanni Suergiu, il 46,66 di Domusnovas.

Ha cercato di tenere testa alla marcia trionfale del Movimento il centrodestra, fermatosi tuttavia alle soglie del 35 per cento, mentre per la sinistra è una scoppola senza precedenti. Il Partito Democratico è confinato al 12,04 per cento, mentre Liberi e Uguali ha avuto un risultato in linea con il dato nazionale, un deludente 3,65. Le roccaforti del centrosinistra sono cadute tutte rovinosamente: a Carbonia, piazza già conquistata dai grillini alle comunali del 2016, il PD viene seppellito sotto il 17 per cento, quota da “tutti a casa” più che risposta degli elettori all’appello delle urne; a Iglesias, dove i dem in coalizione governano la città da cinque anni, è sotto il 12; a Portoscuso, altro comune guidato dal centrosinistra, non supera il 14; in otto comuni la percentuale è al di sotto del 10 per cento. Tanti i voti persi e tutti travasati nel Movimento di Grillo, Casaleggio e Di Maio: della debacle piddina, infatti, non beneficia minimamente Liberi e Uguali che si ferma al 3,65 per cento, superando il 5 per cento solo a Carbonia – città del suo candidato di punta, il consigliere regionale Luca Pizzuto – a Carloforte e a Masainas.

Tornando alla coalizione Forza Italia - Lega - Fratelli d’Italia - Noi con l’Italia/UDC, il partito del premier “in pectore” Matteo Salvini fa il botto anche nel Sulcis Iglesiente. Cinque anni fa mise insieme percentuali residuali, ieri ha passato di gran lunga la soglia psicologica del 10 per cento. Il 12,30 complessivo è la media di percentuali inaspettate, come il 21,37 per cento di Villaperuccio, il 18,30 di Sant’Anna Arresi, il 16,88 di Calasetta, il 15,17 di Santadi, il 14,67 di Giba. Nei centri più importanti il bottino è sotto la media, ma sempre assai più pingue di quello del 2013 e ben al di là di quanto il Partito Sardo d’Azione, alleato della Lega nel frangente, abbia raccolto nei più recenti appuntamenti elettorali. Sicuramente l’avanzata della Lega non ha lasciato spazio alle ambizioni di Fratelli d’Italia: troppo vicini i messaggi agli elettori dei due partiti ma troppo preponderante l’impatto di Salvini rispetto a quello di una Meloni pur grintosa e determinata. Quanto alla cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra, nonostante la discesa in campo del leader Giorgio Oppi, la resa nelle urne è deludente: il 3,65 per cento non può certo soddisfare le ambizioni del politico iglesiente, che ha già lanciato la sfida dentro il centrodestra in vista delle regionali dell’anno prossimo.

Proprio a questo appuntamento il risultato del 4 marzo rimanda: un M5S che si presenta con queste percentuali – in Sardegna ha superato il 41 per cento – si candida con buone probabilità a succedere alla coalizione del centrosinistra alla guida della regione. Per quanto riguarda il collegio del Sulcis Iglesiente, se i numeri dovessero ripetersi, il Movimento potrebbe ambire a portare in consiglio regionale ben due candidati su quattro a disposizione, ciò che rappresenterebbe una autentica rivoluzione copernicana nella geografia politica del territorio. E se il centrodestra può legittimamente attendersi l’elezione di un suo rappresentante – l’ex sindaco di Sant’Anna Arresi e attuale consigliere regionale Paolo Dessì, subentrato al sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, è senz’altro in pole position – rischia grosso la sinistra: in difficoltà palese è Liberi e Uguali e non di meno il PD: entrambi i partiti hanno oggi due consiglieri regionali nell’assemblea di via Roma, Pietro Cocco, capogruppo dei democratici, e Luca Pizzuto. Con questi chiari di luna, il rischio che la sinistra del Sulcis Iglesiente, un tempo area geografica fra le più rosse in campo nazionale, non sia presente in consiglio regionale non è per niente lontano. Così come la possibilità che, dopo Carbonia, anche Iglesias consegni il governo della città alla nuova generazione politica del Movimento 5 Stelle.

Giovanni Di Pasquale

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