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Cagliari. Il sindacato di categoria nazionale (Flerica Cisl) pronto ad aprire un tavolo ministeriale sui problemi energetici della Sardegna

Politica Regionale
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La produzione di energia elettrica e la riconversione degli impianti a carbone devono essere un volano per il lavoro e lo sviluppo e non un elemento di crisi. Il sindacato di categoria nazionale (Flerica Cisl) pronto ad aprire un tavolo ministeriale sui problemi energetici della Sardegna
Gavino Carta ( Segretario generale Cisl sarda) “Per cessare l’uso del carbone, servono in Sardegna infrastrutture nuove, il metano ed è essenziale che gli impianti di Fiumesanto e del Sulcis siano riconvertiti, preservando l’occupazione e rilanciando le prospettive di sviluppo dell’industria in Sardegna”
Pier Luigi Ledda ( Segretario generale Cisl Sassari): Nel territorio del Nord Sardegna la Centrale di Fiumesanto ha svolto un ruolo fondamentale. Questo ruolo deve continuare, con una riconversione dell’impianto che sia rispettosa dell’ambiente ma anche dei lavoratori impiegati

Il 16 e 17 maggio 2019 si è riunito in Sardegna il coordinamento sindacale nazionale Flaei Cisl ( Federazione dei Lavoratori Elettrici aderente alla CISL) del gruppo EPH, l’Azienda della Repubblica Ceca proprietaria di diversi impianti di produzione elettrica in Lombardia, Piemonte, Umbria, Calabria e della Centrale di Fiumesanto. Due giorni in cui i vertici nazionali del sindacato e una rappresentanza di responsabili sindacali regionali e degli impianti di EPH di tutta Italia hanno passato in rassegna le problematiche dei lavoratori dell’EPH, l’andamento dei rapporti con l’Azienda e le prospettive del gruppo ceco.

Particolare attenzione è stata posta, dalla Flaei e dalla CISL sarda, sulla si-tuazione del sistema elettrico della Sardegna e del nord-ovest dell’Isola, anche per le prospettive di cessazione dell’uso del carbone che il governo prevede, al momento, nel 2025.
“Il Governo regionale e quello nazionale devono affrontare con attenzione e serietà il problema energetico della Sardegna – dice Gavino Carta segretario generale Cisl Sarda – che produce buona parte dell’energia elettrica con il carbone e continua ad essere priva del metano. Per cessare l’uso del carbone servono in Sardegna infrastrutture nuove, il metano ed è essenziale che gli impianti di Fiumesanto e del Sulcis siano riconvertiti, preservando l’occupazione e rilanciando le prospettive di sviluppo dell’industria in Sardegna il cui destino è condizionato alla certezza di approvvigionamento energetico e alla disponibilità di energia a un prezzo congruo. In tale ambito sarà necessario garantire per la Sardegna una transizione più lunga per l’uscita dal carbone prevedendo idonee alternative. Ciò potrà permettere la chiusura positiva dei progetti di rilancio industriale in tutti i settori a partire da quelli energivori”.

“Nel territorio del Nord Sardegna – afferma Pierluigi Ledda segretario generale della Cisl Sassari– la Centrale di Fiumesanto ha svolto un ruolo fondamentale, che deve continuare con una riconversione dell’impianto rispettosa dell’ambiente, ma anche dei lavoratori impiegati. Occasione quindi di sviluppo che dia nuova vita all’impianto. La centrale di Fiumesanto rappresenta un opificio industriale strategico per il territorio, sia per gli aspetti occupazionali sia per la sua connessione come infrastruttura fondamentale al tessuto industriale del nord Sardegna, in particolare per la sua afferenza con il progetto di riconversione della chimica a Porto Torres che va sotto il nome di chimica verde”.
“La Flaei Cisl – dice Salvatore Mancuso segretario generale aggiunto della Federazione dei lavoratori elettrici – è impegnata in tutta Italia a governare il phase out dal carbone nella produzione di energia elettrica. Per la Flaei sono necessari investimenti importanti e grande attenzione ai diritti dei lavoratori e dei territori. Per la Sardegna la Flaei Cisl Nazionale è pronta ad avviare un tavolo specifico con i ministeri competenti per fare in modo che cittadini e lavoratori della regione non subiscano, ancora una volta, un danno da questi processi ma anzi questo fenomeno si trasformi in occasione di sviluppo sostenibile per ambiente, persone e territorio.”

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