Altre tre denunce per truffa nelle indennità fasulle del fermo biologico per la pesca sono state firmate negli ultimi giorni dai carabinieri del comando militare in collaborazione con i militari della compagnia di Carbonia e del personale cella motovedetta CC 707, che sono stati impegnati in una lunga serie di controlli sulla veridicità delle richieste di indennizzo presentate da veri e falsi pescatori. Due giorni fa è stata denunciata una casalinga di 29 anni che aveva chiesto e ottenuto l’indennizzo. Le indagini avevano accertato che la giovane aveva svolto un periodo di prova di sette giorni che non le aveva impedito di richiedere la concessione di un indennizzo per un imbarco decisamente più lungo: sei mesi.
Ieri, invece, due denunce hanno raggiunto una coppia: La donna, 58enne, figurava come “impresaria marittima” ma non era mai stata imbarcata. L’uomo, 61enne, è invece il comandante di un’imbarcazione. I due sono stati denunciati per “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”.
Le indagini hanno consentito di accertare che nel 2015, la donna, casalinga, aveva dichiarato il falso sostenendo di aver svolto un’attività continuativa di pesca. E a suo nome erano state rilasciate buste paga taroccate in cui era stata omessa anche la compilazione della documentazione marittima, considerata obbligatoria per la navigazione.
Ansa
Teulada. Fermi biologici taroccati Altre tre denunce
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