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Sardegna. Politici indagati,torna questione morale. Manifestazione davanti al tribunale

Stampa Regionale
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In tre con i manifesti "Ridateci Francesca Barracciu". Si sono presentati così, questa mattina sulle scalinate del Tribunale di Cagliari, alcuni militanti di Sardegna Pulita e Confederazione sindacale sarda, dando vita ad un mini sit-in per segnalare provocatoriamente la disparità di trattamento all'interno di alcuni partiti davanti ai procedimenti giudiziari.

"La Barracciu è l'unica ad aver lasciato dopo il rinvio a giudizio - ha spiegato Angelo Cremone - non mi risulta che la stessa cosa sia stata fatta dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Se esiste una questione morale deve valere per tutti, dunque 'Ridateci la Barracciu". Il riferimento è all'inchiesta sui fondi ai gruppi del Consiglio regionale e a quella sul Teatro lirico di Cagliari. "Due pesi e due misure - denuncia l'attivista - che gettano un'ombra sull'etica della politica in Sardegna".

L'ex sottosegretario ai Beni Culturali ed esponente del Pd, Francesca Barracciu, si era dimessa all'indomani della decisione del giudice di mandarla a processo con l'accusa di peculato. Ma già all'inizio dell'inchiesta, quando era solo finita nel registro degli indagati, la Barracciu era stata costretta a fare un passo indietro rinunciando alla candidatura per la corsa alla presidenza della Regione.

Quanto all'indagine sul Lirico, il sindaco Zedda, che quasi certamente sarà ricandidato in primavera dal centrosinistra per un secondo mandato, è finito nel mirino della Procura in una doppia inchiesta per abuso d'ufficio legata al suo ruolo, all'epoca dei fatti contestati, di presidente della Fondazione.

Ed è in quel ruolo che aveva proposto e sostenuto la nomina a sovrintendente di Marcella Crivellenti, nomina poi ritenuta illegittima dal Tar. Il processo per il primo procedimento è attualmente in corso, Zedda dunque è imputato, nel secondo, invece, il primo cittadino risulta indagato. Una bufera giudiziaria che non ha però indotto il sindaco a dimettersi.

ANSA.it ANSA FOTO

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