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Papa: "Un credente non parli di poveri se vive da faraone. Sulle case si cambia"

Stampa Nazionale
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Francesco parla del rischio della corruzione e conferma la volontà di rinnovamento. Probabile riforma di Propaganda Fide Mentre nuovi elementi si aggiungono all’inchiesta Vatileaks e a quella parallela della procura di Terni, Papa Francesco, per quanto amareggiato, continua nella sua volontà di rinnovamento. "Il Papa - afferma monsignor Becciu, della Segreteria di Stato vaticana - ha sofferto, non possiamo negarlo, gli è dispiaciuto però nello stesso tempo ha una grande forza delle risorse morali che sono di lezione per noi. Bisogna andare avanti con serenità, accettare questi contrattempi e fatti gravi ma non possiamo fermarci. Il Papa – continua Becciu - è stato il primo ad incoraggiarci a non ripiegarci sotto il peso di questo dolore e sofferenza". Insomma le cose cambieranno riguardo la gestione del patrimonio Vaticano a cominciare dalle case. Stando a quanto afferma La Stampa una delle prime riforme sarà proprio quella relativa alla gestione del patrimonio immobiliare della Santa Sede, le case e gli appartamenti gestiti dall’Apsa e da Propaganda Fide.Francesco: "C'è sempre rischio della corruzione anche nella vita religiosa" - Ed ecco cosa pensa lo stesso Papa di chi vive negli agi del lusso pur facendo parte della Chiesa. "Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare". Francesco lo afferma in un'intervista al giornale di strada olandese Straatnieuws realizzata il 27 ottobre e tradotta oggi dalla Radio vaticana, nella quale, tra l'altro, mette in guardia dalla "tentazione della corruzione" che c'è sempre nella vita pubblica, "sia politica, sia religiosa".No agli accordi poco chiari coi governi - Per Jorge Mario Bergoglio "ci sono due tentazioni. La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Questa è la prima tentazione. L`altra tentazione è di fare accordi con i governi. Si possono fare accordi, ma devono essere accordi chiari, accordi trasparenti. Per esempio: noi gestiamo questo palazzo, ma i conti sono tutti controllati, per evitare la corruzione. Perché c`è sempre la tentazione della corruzione nella vita pubblica. Sia politica, sia religiosa".Il Vaticano Il VaticanoIl ricordo della dittatura argentina - "Io - prosegue il Papa con un esempio - ricordo che una volta con molto dolore ho visto - quando l`Argentina sotto il regime dei militari è entrata in guerre con la Gran Bretagna per le Isole Malvine - che la gente dava delle cose, e ho visto che tante persone, anche cattolici, che erano incaricati di distribuirle, le portavano a casa. C`è sempre il pericolo della corruzione. Una volta ho fatto una domanda a un ministro dell`Argentina, un uomo onesto. Uno che ha lasciato l`incarico perché non poteva andare d`accordo con alcune cose un po`oscure Gli ho fatto la domanda: quando voi inviate aiuti, sia pasti, siano vestiti, siano soldi, ai poveri e agli indigenti: di quello che inviate, quanto arriva là, sia in denaro sia in spesa? Mi ha detto: il 35 per cento. Significa che il 65 per cento si perde. E' la corruzione: un pezzo per me, un altro pezzo per me".
Fonte Tiscali - Claudia Mura

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