NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
08
Thu, Dec
65 Nuovi articoli

Individuate tracce di una nuova particella. La Nasa: "Ecco la mappa della materia oscura"

Curiosità
Aspetto
Condividi

 

"Strani” segnali sono stati catturati dal cacciatore di materia oscura Ams installato all'esterno della Stazione Spaziale (Iss). Potrebbero essere l'evidenza indiretta delle particelle che formano la materia oscura. Secondo i responsabili dell'esperimento, che oggi presentano i dati al Cern di Ginevra, i risultati dell'esperimento potrebbero essere indicazioni di un nuovo fenomeno fisico, forse l'evidenza indiretta delle particelle che formano la materia oscura, la materia misteriosa e invisibile che costituisce circa il 25% dell'Universo. I dati sono stati raccolti da Ams (Alpha Magnetic Spectrometer) dal 2011 ad oggi, ossia da quando lo strumento ha cominciato a funzionare all'esterno della Stazione Spaziale misurando con una precisione straordinaria la composizione dei raggi cosmici.L'Italia ha giocato un ruolo di primo piano - L'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) sono stati protagonisti fin dall'inizio. “Abbiamo notato anomalie sia nella misura dei positroni che degli antiprotoni'', ha detto Roberto Battiston, presidente dell'Asi e che 20 anni fa ha fondato con il Nobel Samuel Ting la collaborazione internazionale Ams. ''Entrambe le misure di precisione fatte da Ams della frazione di antiparticelle nei raggi cosmici - ha aggiunto - stanno mostrando uno scenario completamente diverso rispetto a quello atteso”. Positroni e antiprotoni sono particelle di antimateria che ci si aspetta di vedere nello spazio, ma le quantità osservate da Ams sono in eccesso rispetto alle previsioni basate sulla fisica conosciuta.Le foto della Nasaguarda il video Le foto della NasaLa mappaguarda le foto La mappaNuova particella associata alla materia oscura - “Un modo per interpretarle in modo coerente - ha osservato - è chiamare in causa nuove particelle associate alla materia oscura”. L'abbondanza di positroni e di antiprotoni si può infatti interpretare come l'effetto prodotto da collisioni tra particelle di materia oscura, e quindi come una possibile evidenza indiretta sia dell'esistenza di questa materia invisibile, sia del fatto che possa essere composta da particelle.Alle porte di una nuova scoperta, o di un nuovo mistero - Risultati "inspiegabili", che potrebbero aprire le porte ad una grande scoperta rivelando aspetti sconosciuti dell'Universo: il direttore del Cern, Rolf Heuer, riassume così la grande eccitazione con la quale a Ginevra vengono accolti i dati del cacciatore di materia oscura Ams. ''Risultati inspiegabili - ha detto Heuer - che sono di stimolo per la comunità scientifica, tanto per i fisici teorici quanto per gli sperimentali. Questo significa che potremmo essere alle porte di una nuova scoperta, oppure di un nuovo mistero''. I dati prodotti dallo strumento Ams dal 2011 ad oggi sono infatti misteriosi, rileva il Cern in una nota, perché ''non possono essere spiegati alla luce dei modelli attuali sul comportamento dei raggi cosmici''. E' quindi possibile, prosegue il Cern, che ''i risultati possano essere spiegati da nuove sorgenti astrofisiche, oppure da nuovi meccanismi di accelerazione e propagazione'' e, aggiunge, ''gli ultimi risultati di Ams sono inoltre consistenti con collisioni di materia oscura''. La risposta definitiva potrà arrivare dalle nuove misure in corso sia da parte della stessa Collaborazione Ams sia dal confronto delle osservazioni di Ams con i risultati dei principali esperimenti per lo studio dei raggi cosmici (IceCube, Pierre Auger Observatory, Fermi-Lat, Magic, Hess e Cta, Jem-Euso e Iss-Cream).Realizzata la prima mappa della materia oscura - Gli scienziati della Dark Energy Survey hanno intanto reso pubblici i primi di una serie di dati raccolti con la Dark Energy Camera - uno strumento di imaging ad altissima definizione - offrendo una mappatura dettagliata della materia oscura, la più precisa oggi disponibile, che potrebbe chiarire il ruolo di energia e materia oscura nel processo di formazione delle galassie. Queste mappe, realizzate con una delle più potenti macchine fotografiche digitali al mondo, costituiscono il più importante progetto di mappatura contigua, con un livello di dettaglio che promette di migliorare significativamente la comprensione del processo di formazione galattica e il ruolo che la materia oscura ricopre. L'analisi della distribuzione e delle caratteristiche della materia oscura in pianta - spiega Media Inaf, il notiziario online dell'Istituto nazionale di Astrofisica - consentirà peraltro agli scienziati di sondare la natura misteriosa della cosiddetta energia oscura, che si ritiene possa essere causa dell'espansione dell'universo e della sua accelerazione.Obiettivo raggiunto con dispositivo di imaging di 570 Mpixel - La Dark Energy Camera, primo fra gli strumenti della Dark Energy Survey, è un dispositivo di imaging con risoluzione di 570 megapixel, costruita e testata dal Fermi National Accelerator Laboratory ed è montata sul telescopio Victor M. Blanco del National Optical Astronomy Observatory, sul Cerro Tololo, in Cile. Con il livello di dettaglio offerto da questo strumento è possibile avere immagini di altissima qualità e visualizzare in dettaglio gli effetti di lente gravitazionale causati dall'attrazione di curve di materia oscura che vanno a oscurare galassie lontane - è il modo in cui gli scienziati riescono a visualizzare un oggetto altrimenti invisibile anche agli strumenti astronomici più sensibili.La mappa copre soltanto il 3% della superficie del cielo - "Abbiamo misurato distorsioni, anche appena percettibili, in quasi due milioni di galassie per costruire queste nuove mappe della materia oscura", spiega Vinu Vikram dell'Argonne National Laboratory, che con Chihway Chang del Politecnico di Zurigo ha guidato un team di ricercatori provenienti dalle Università di Portsmouth, di Manchester, dal Politecnico di Zurigo oltre a numerose istituzioni legate alla Dark Energy Survey. La mappa di Vikram e Chang copre a malapena il 3% della superficie del cielo, dunque è ancora tanta la strada da fare, ma la via battuta è quella giusta. Presto si potrà fare chiarezza fra le teorie cosmologiche attualmente avanzate e a cui mancano prove empiriche a sostegno.Presto nuovi test più restrittivi sui modelli teorici - Le teorie più accreditate suggerisco che, dal momento che nell'Universo c'è molta più materia oscura che materia visibile, le galassie debbano formarsi dove c'è maggiore concentrazione di materia oscura. "I dati che abbiamo fra le mani, al momento, sono in linea con quella che è l'immagine attuale che abbiamo dell'Universo", sottolinea Chang. "Ingrandendo la mappa, abbiamo misurato in che modo galassie di tipo diverso siano avvolte dalla materia oscura, e quale sia stata la loro evoluzione nel corso del tempo. E siamo ansiosi di utilizzare i nuovi dati per fare test più restrittivi sui modelli teorici".
14 aprile 2015 Redazione Tiscali

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità