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Mozione On. Lorenzo Cozzolino: Inceneritore Tossilo

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La Mozione odierna si pone in un quadro di discussione fra favorevoli e contrari che sempre caratterizza il confronto su materie delicate e fondamentali quando toccano i temi dello sviluppo compatibile, della salute pubblica e delle politiche di valorizzazione e tutela ambientale. La Mozione odierna si pone in un quadro di discussione fra favorevoli e contrari che sempre caratterizza il confronto su materie delicate e fondamentali quando toccano i temi dello sviluppo compatibile, della salute pubblica e delle politiche di valorizzazione e tutela ambientale. Nel caso specifico i dubbi e le perplessità sollevati dalla Mozione in oggetto sollecitano un attento esame sulle ricadute per la salute pubblica, richiedendo una rigorosa indagine nel territorio del Marghine, dove si trova l’impianto di Tossilo. Un tema sul quale nessuno di noi può permettersi di abbassare il livello di guardia o peggio accettare compromessi, quindi si tratta di una preoccupazione del tutto condivisibile. Un tema sul quale però, a fugare ogni dubbio in proposito, la giunta regionale in carica, e non da oggi, ha sempre mostrato grande attenzione e sensibilità e sono certo che anche in questa occasione sono stati e verranno adottati rigidi criteri di correttezza e trasparenza in tutte le procedure. Ciò detto, il punto sul quale mi voglio soffermare riguarda le perplessità sollevate rispetto all’economicità dell’intervento che mira al potenziamento delle linee di incenerimento dell’impianto preesistente di Tossilo. Una scelta che a detta dei presentatori appare non appropriata e che viene fortemente osteggiata dagli stessi amministratori locali interessati, preoccupati delle ricadute negative che deriverebbero dal potenziamento di Tossilo. A riprova vengono citati dei dati che testimoniano il calo della produzione di secco-indifferenziato. Laddove il bacino dei comprensori del Nuorese, dell’Ogliastra e di Oristano, più direttamente interessati al conferimento dei rifiuti prodotti a Tossilo, prevedono quote pari a 48 mila tonnellate. Nettamente inferiori alle sessantamila previste. Tali, cioè da non giustificare l’intervento di potenziamento del sito. Ebbene vista con questa lente di lettura la Mozione muove su un binario che riguarda una concezione miope della gestione dei rifiuti in Sardegna. Infatti, la valutazione delle politiche ricadenti all’interno del Piano regionale dei rifiuti non può essere limitata ad una visione territoriale basata su parametri localistici e parziali. Deve essere considerata nell’insieme del territorio regionale visto come un unicum non divisibile. Una visione olistica dove non possono prevalere gli interessi di parte o localistici che si basano sulla logica dell’acronimo inglese di NIMBY che tradotto significa “Non nel mio cortile”. Ciascun territorio dell’Isola è, e deve, essere chiamato a svolgere un ruolo attivo nelle politiche regionali, in osservanza ai precetti nazionali ed europei che impongono determinati parametri e prefissati obiettivi da raggiungere per ogni componente territoriale regionale. Gli stessi precetti che impongono di non creare nuovi inceneritori senza prima aver potenziato quelli esistenti. In quest’ottica rientrano anche gli obiettivi del cosiddetto pacchetto europeo 20-20-20 che impone la diminuzione del 20 per cento delle emissioni di anidride carbonica, l’incremento del 20 per cento delle energie rinnovabili entro il 2020 come obiettivo temporale. La gestione dei rifiuti se rivolta a questi obietti virtuosi può conferire un importante contributo in termini di produzione di materiali da riciclare e soprattutto di energia da calore. Una filosofia nella quale rientra benissimo l’intervento che la giunta regionale intende realizzare a Tossilo. Per il quale, giova ricordare, non si provvede solo al potenziamento, ma anche ai necessari lavori di adeguamento data la vetustà dell’impianto. Nel contempo dobbiamo anche mutare il nostro approccio sulla gestione dei rifiuti, non considerandoli solo ed esclusivamente come un onere per le amministrazioni locali e i cittadini sardi. Si tratta di trasformare buona parte dei rifiuti da elemento di scarto per lo smaltimento definitivo, con costi sensibili che ricadono sulla comunità, in un prodotto economico che comporta ricadute positive per la nostra regione. Penso, per esempio, al riciclo dei materiali per un loro riutilizzo e alla produzione di energia elettrica per illuminare strade ed edifici pubblici, Un cammino che altre realtà hanno già percorso con risultati e ricadute positive e dove non si registrano ripercussioni in ordine alla salute dei cittadini. In Italia abbiamo l’esempio di Brescia, considerato il migliore impianto al mondo. Per non parlare della Germania che continua ad acquisire rifiuti anche dall’Italia per i propri impianti. Dobbiamo, altresì, prendere atto che le uniche alternative agli inceneritori sono le discariche, sulla presenza delle quali si è abusato tanto da meritare un intervento della stessa Unione Europea. Discariche che, oltre ad un invasivo consumo del territorio, rappresentano pericoli per la salute pubblica e per l’ambiente di gran lunga superiori e ben più gravi rispetto a quelli rappresentati degli inceneritori o termovalorizzatori. E su questo non si sfugge. In conclusione la mozione odierna ci offre uno spunto per valutare ulteriori possibilità che la scienza e la tecnologia moderna ci pongono a disposizione sia in ordine alla tutela della salute, che non può essere il prezzo che dobbiamo pagare per lo sviluppo, e sia per la trasformazione dei rifiuti in termini di energia compatibile e fini economici.

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