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Thu, Apr

Succedeva una volta. Uscire da scuola per una "passeggiata"

RACCONTI E POESIE ì
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In un periodo in cui non era necessario chiedere alle famiglie se gli alunni potessero uscire da scuola per una "passeggiata", capitava, specie nelle ore di "ginnastica", di andare al Campo Sportivo o alla "Sorgente". Dipendeva dalla stagione e da ciò che i professori o le professoresse desideravano. Se la destinazione era il campo sportivo, ai docenti si potevano offrire asparagi e narcisi selvatici, se la destinazione era la sorgente, qualche fungo e ciclamini.
I ricordi migliori li ho alla Sorgente.
Mamma Terri, se la sua piccola aveva il ciclo, anche se nell'orario era prevista l'ed fisica, la divisa d'ordinanza era un kilt di toni marroni e un maglione made in Teresa, sempre marrone e beige col collo a ciambella.
Bardata in questa maniera, andare in montagna era davvero fuori da ogni logica. In più, indossavo dei bellissimi stivaletti in pelle....marrone...morbidissimi e con suola incredibilmente liscia. Quella volta, salimmo alla passeggiata con la classe terza. In quella classe c'era il mio "innamorato". Io facevo finta non mi piacesse e invece ne ero affascinata. Sta di fatto che, vivace com'ero, certo il ciclo non poteva fermarmi e, al rompete le righe dei professori, anziché stare compostamente seduta su una roccia, partii assieme agli altri e alle altre a cercar ciclamini. La giornata era fredda e umida. Non senza difficoltà, salii la ripida china. Cespuglio dopo cespuglio, in compagnia delle mie amiche, cominciai a riempire il pugnetto di ciclamini. Gli stivaletti non garantivano grande aderenza. Ad un certo punto, non so per quale ragione, mi trovai sola. Cominciò a piovigginare. Quella fitta pioggerella indicava la fine della passeggiata. Mi affrettai a scendere verso il luogo di raduno e le mie scarpe poco adatte al terreno, persero aderenza e io scivolai inforcando un cespuglio di cisto fiorito. Cosce e didietro completamente graffiati. Rapidamente mi guardai intorno e credendo di essere sola, cominciai ad armeggiare per sollevarmi ma, continuavo a non far presa. Maledetti stivaletti! D'un tratto... Sollevata per le ascelle, ripresi la posizione eretta. Senza neppure una parola, il mio "spasimante", mi accompagnò da basso. Neppure lo ringraziai. Ero talmente in imbarazzo... Per fortuna nessuno si accorse. Certo devo essere stata uno spettacolo davvero comico.
Oggi la giornata piovosa a tratti, il mio teletrasporto temporale, mi ha riportato direttamente al 1980. Quante piogge e primavere da allora, tuttavia a me è parso di essere a Sa Turri con il maledetto kilt marrone.

Claudia Serra