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Thu, Apr

RACCONTI DI NATALE IN SARDEGNA. Sardara. SA NOTT’ E XENA. SU BADDARINCU E SA MISS’ E PUDDUS (di Angelo Mascia)

RACCONTI E POESIE ì
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Tempo fa, quando la società industriale non aveva ancora soppiantato quella agro-pastorale, sa nott’e xena, la notte della vigilia di Natale, costituiva il più importante e significativo momento di riunificazione del nucleo familiare. La sera del 24 Dicembre il fuoco veniva acceso su un grande ceppo di legno conservato per l’occasione, detto su truncu e’ xena che doveva ardere fino alla mattina del 25 nella convinzione che questa pratica rituale avrebbe portato fortuna economica e salute alla famiglia. Nel grande tavolo accanto al focolare si consumava l’abbondante e saporita cena a base di porchetto, agnello o capretto arrosto, di frattaglie (sa tratabia e sa corda) e salsicce de su procu de urra, il maiale allevato in casa e macellato nel mese di novembre.In quell’occasione particolare I bambini potevano stare alzati fino a tardi e, mentre ascoltavano i racconti del nonno, dei propri padri e degli zii, giocavano con su baddarincu o barralliccu, una trottola a quattro facce ognuna delle quali aveva incisa una lettera: T per “tottu” (tutto), N per “nudda” (niente), M per “metadi” (metà) ed infine, la più sfortunata, era la P per “poi” (metti). A turno si faceva girare la trottola e questa, fermandosi, dava il comando preciso al giocatore: nel caso della lettera T il fortunato avrebbe preso tutto il bottino del gioco, in caso della P, invece, avrebbe dovuto mettere a sua volta sul piatto parte del suo. Il bottino era composto da noci, castagne e frutta secca.Al rintocco delle campane, poco prima di mezzanotte le famiglie lasciavano le proprie case per recarsi a Sa Miss’e puddus, un appuntamento, al quale presenziava tutto il paese. Nella chiesa vestita a festa, le più attese erano le donne incinte che, partecipando a quella funzione, si garantivano la nascita di un figlio sano. Un’ altra convinzione legata all’incantesimo del Natale, era che chiunque fosse nato in quella notte non avrebbe perso denti e capelli in vita e nemmeno dopo la morte e avrebbe portato fortuna in 7 case del suo vicinato.

fonte Università UNITRE SARDARA