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04
Sun, Dec

Matera. Due giornalisti sardi eletti al Consiglio nazionale dell’UCSI

S.I. Oggi
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I giornalisti professionisti sardi Alessandro Zorco e Andrea Pala sono stati eletti nel nuovo Consiglio nazionale dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana (Ucsi) votato al termine del XIX Congresso dell’Unione tenuto a Matera dal 3 al 6 marzo. Zorco è stato anche chiamato a far parte della Giunta nazionale che collaborerà con la nuova presidente Vania de Luca, vaticanista Rai.
“Le sfide del giornalismo al tempo di papa Francesco” è stato il tema congressuale e il filo rosso che ha unito quattro giorni di intenso dibattito. La mission della professione giornalistica è stata indicata dal cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin - che ha portato ai congressisti il saluto e la benedizione del Papa: “Servizio alla verità dei fatti e delle persone che non hanno voce”. Il porporato ha fatto notare che “in un mondo sempre più interconnesso, la verità si dà come un poliedro – direbbe Papa Francesco – che riflette la confluenza di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità”. Quando invece “si disconosce la ricerca della verità, si finisce col dissolvere la stessa notizia. È vera la notizia che mette al centro la persona”. Oltre agli slogan e alle ideologie, il monito di Parolin, “c’è una ricerca da compiere nello spazio pubblico per difendere ciò che è umano e denunciare ciò che è invece disumano”. Per il Papa “il giornalista è mediatore”, non deve “arrivare primo” ma “meglio”.
Francesco riconosce che “i media favoriscono la condivisione delle notizie e che nella comunicazione, prima di portare un’idea, si è chiamati a comunicare se stessi”. Per il Papa, il giornalista “non è un demiurgo, ma un mediatore, un facilitatore”; suo compito nell’era del web non è più “arrivare primo” ma “arrivare meglio” per “identificare le fonti credibili, contestualizzarle, interpretarle”. Parolin si è quindi soffermato sul ruolo sociale svolto in questi anni dall’Ucsi, “sempre basato sui principi di laicità e di cittadinanza”, che hanno permesso di tessere “il dialogo Chiesa-mondo voluto dal Concilio Vaticano II”. “La vostra professione e le vostre competenze – ha esortato – siano un servizio ecclesiale al servizio di tutti i cittadini”. Il momento storico che viviamo, ha concluso, “chiede di unirsi e non di dividersi, chiede di testimoniare il vostro servizio gratuito e di lavorare insieme con spirito comunitario”.
La tavola rotonda coordinata dal presidente uscente UCSI, Andrea Melodia, è entrata nel cuore del giornalismo ai tempo di Papa Francesco con gli interventi del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, di Vincenzo Morgante (direttore Tgr Rai), Vania de Luca (vaticanista Rai), Michele Partipilo (Odg) e Nino Rizzo Nervo (direttore della scuola di Perugia). Padre Francesco Occhetta, consulente ecclesiastico UCSI e scrittore di “La Civiltà Cattolica” ha indicato le “cinque sfide” per la professione al tempo di Francesco: “Ribadire che la dignità dell’uomo deve stare al centro della nostra professione come ci ricorda il Papa con l’immagine del Buon samaritano”. La seconda sfida è “risvegliare la cittadinanza e l’obiezione di coscienza civile e politica”. Occorre quindi “convertire in forma mutualistica i rapporti nel lavoro e restituire umanità a relazioni disumanizzate”. La quarta sfida è “ridisegnare ciò che per noi è la laicità, in particolare nei rapporti con l’Islam dopo Parigi”. L’ultimo punto è “ridare speranza”. Per il gesuita, occorre “essere generativi svolgendo con generosità il proprio servizio a favore del bene comune e della società”.
Ai lavori congressuali hanno partecipato, con una serie di interventi sui problemi, le attese e il ruolo della professione giornalistica, Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, rispettivamente presidente e segretario generale della Federazione nazionale della Stampa, Franco Siddi (Consiglio amministrazione Rai), Francesco Zanotti (presidente Fisc) e Paolo Ruffini (direttore di Tv 2000).

Mario Girau

Sulcis Iglesiente Oggi