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Sun, Dec

Iglesias. SOS del servizio di nefrologia e dialisi del Santa Barbara

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Pazienti disperati e stato di agitazione presso il reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale Santa Barbara di Iglesias, dove c'è anche il rischio di uno scippo totale di tutte le attività a supporto dei dializzati. Infatti, mentre dal presidio di via San Leonardo tanti reparti stanno emigrando verso il Centro traumatologico ortopedico, è noto che tale sorte spetterà, a strettissimo giro, anche al reparto di rianimazione, lasciando così la dialisi priva di un importante servizio a tutela dei pazienti che beneficiano della terapia dialitica salvavita. Solo dopo, anche quest'ultimo reparto verrebbe accorpato al CTO: si parla di uno o due anni.
Il personale sanitario rischia di trovarsi nell’impossibilità di assicurare quelle prestazioni complementari che il tipo di servizio richiede, in quanto le decisioni aziendalistiche, nell’ottica di rispondere al progetto regionale di riforma della sanità, avrebbero soltanto la forma della razionalizzazione, ma la sostanza appare quella del risparmio a tutti i costi e a carico, ovviamente, degli utenti finali. Di questo parere sono non soltanto i pazienti, ma anche i sindacati, vari consiglieri comunali e, in primis, i volontari dell'associazione Aventi (Associazione Volontari Emodializzati Nefropatici e Trapiantati Iglesias), rappresentati da Anna Rita Pala, e del Comitato ANED Sardegna (Associazione Nazionale Dialisi e Trapianto), che, nella giornata di venerdì hanno promosso un vertice presso il reparto del Santa Barbara, dove i pazienti hanno ritardato il trattamento dialitico, sollecitando l’urgenza che la riorganizzazione dei servizi avvenga in modo coordinato ed organico, senza compromettere l’efficienza dei risultati.
“Occorre che, prima del trasferimento della rianimazione – ha detto Annibale Zucca, segretario regionale dell’ANED Sardegna – presso il CTO siano ultimati anche gli spazi destinati alla dialisi, affinché i due reparti, contemporaneamente, continuino a funzionare nel presidio di via Cattaneo e, all’occorrenza, siano supportati anche dai cardiologi, altra figura determinante per la sicurezza in emergenza. Non è pensabile infatti che la nefrologia, senza gli adiacenti servizi di rianimazione piuttosto che di cardiologia, resti in solitario al Santa Barbara”. A supporto della vertenza delle associazioni dei pazienti, durante la manifestazione, ha preso la parola anche il consigliere comunale Giorgio Carta, che si è soffermato sull’urgenza di garantire, a tutti i cittadini, risposte immediate ed efficaci. Altro aspetto reclamato è quello del trasferimento urgente di un paziente della dialisi al CTO o viceversa, in quanto, allo stato attuale, tale servizio risulterebbe parecchio carente.
Sulla scia della manifestazione, si è registrato nei giorni seguenti un incontro tra la direzione della ASL 7, i responsabili dei servizi di dialisi di Iglesias e di Carbonia e il responsabile delle professioni sanitarie. Sono state condivise alcune soluzioni che si svilupperanno sostanzialmente in tre fasi; la prima prevede l’immediato posizionamento presso il reparto di medicina del CTO di 4 postazioni rene per le necessità dei degenti nefropatici che, pertanto, potranno evitare il disagio del trasferimento al Santa Barbara per le sedute dialitiche. Contestualmente, ed è questa la seconda fase, si stanno predisponendo i lavori per la sistemazione del servizio in una sede provvisoria al CTO (che potrebbe avvenire tra circa 40 giorni), nelle more del terzo step, rappresentato dal definitivo trasferimento nello stesso nosocomio. “Le decisioni assunte – spiegano dalla Asl – garantiscono la massima sicurezza dei pazienti dializzati in caso di urgenze, pur nel rispetto dell'organizzazione aziendale in questa delicata fase”. In occasione di un prossimo incontro, verrà poi costituito un Osservatorio sul percorso di organizzazione della dialisi aziendale, cui parteciperanno anche le associazioni dei pazienti.

Gianluigi Sulas

Sulcis Iglesiente Oggi