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07
Wed, Dec

Iglesias. Flavio Soriga incontra gli studenti del “Ferraris”

S.I. Oggi
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Incontrare Flavio Soriga è un po’ come immergersi nella lettura dei suoi libri. È un vulcano di idee, di ricordi e di aneddoti, un patrimonio di frammenti di vita vissuta, di riflessioni e di storie, a volte buffe e divertenti, altre volte grottesche e taglienti, che però, quasi sempre, nascondono un velo di malinconia.
Lo scrittore originario di Uta, martedì 3 maggio ha incontrato i ragazzi dell’IPIA “G. Ferraris” di Iglesias, nell’ambito della rassegna “Incontro con l’autore”, gli appuntamenti letterari organizzati dall’istituto per il progetto “Riscopriamo la biblioteca”. Hanno partecipato all’incontro i ragazzi del 3° e del 4° anno, che in questi mesi hanno preso parte al progetto di lettura e analisi dei testi, di autori italiani contemporanei.
Flavio Soriga ha iniziato il suo intervento con una provocazione, che è stata il filo conduttore di tutto l’incontro. L’autore ha affermato che la passione per la lettura non rende delle persone migliori, poiché, nella storia umana, spesso gli individui più malvagi sono stati persone di grande cultura.
Una provocazione dietro la quale si nasconde una importante riflessione sul ruolo della cultura e sulla sua importanza, un tema da affrontare, secondo lo scrittore, senza cadere nelle trappole della retorica e delle frasi fatte. Per riallacciarsi alla discussione sull’importanza della cultura e sul posto che occupa nella vita delle persone, Soriga ha raccontato la sua vicenda personale.
Una vita come tante, da studente fuori sede in un liceo frequentato dai ragazzi della “Cagliari bene”, le famiglie più agiate del capoluogo. Una vita scolastica nella quale lui, ragazzo di paese, si sentiva come un corpo estraneo, scoprendo il rifugio che può offrire la lettura, unico strumento in grado di far evadere, di far fantasticare e di fare viaggiare il pensiero verso mete inaspettate.
Lettura quindi come elemento di rottura, un elemento all’interno del quale c’è tutto, tutta la vita, con i suoi aspetti positivi e con quelli negativi. “I libri possono essere un mezzo per uscire dalla solita vita – ha detto Flavio Soriga – possono permettere di viaggiare con la mente in luoghi lontani e di comprendere molte cose del mondo”.
Rispondendo alle domande degli studenti e leggendo qualche passo dei suoi libri, lo scrittore, affetto dalla talassemia, ha affrontato anche il tema della malattia. Una vita scandita dalle trasfusioni, affrontata sempre con coraggio e con un pizzico di ironia, nella quale, malgrado le difficoltà, c’è sempre stato posto per la gioia di vivere, per il successo lavorativo e per una vita familiare serena.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi