NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
09
Fri, Dec

Iglesias. AGESCI. Convegno di Zona. La scelta cristiana come scelta di vita

S.I. Oggi
Aspetto
Condividi

La scelta cristiana, come vocazione e come scelta di vita, è stata al centro del Convegno di Zona 2016 dell’AGESCI, l’Associazione delle Guide e degli Scout Cattolici Italiani.
Sabato 7 maggio, nella Sala Lepori a Iglesias, padre Davide Brasca, Assistente Ecclesiastico Nazionale dell’AGESCI, ha guidato i lavori che hanno riunito gli scout della Diocesi. Momenti di preghiera e di ascolto, discussioni e tavoli di lavoro, per confrontarsi su un tema come quello della scelta cristiana nello scoutismo, una scelta sempre più attuale, nel centenario dello scoutismo cattolico in Italia.
Il convegno, ha seguito gli argomenti del patto associativo, sottolineando l’importanza della scelta cristiana come scelta radicale, in grado di cambiare la vita e di dare un senso a tutte le gioie e alle difficoltà di tutti i giorni. Don Gianni Cannas, Assistente di zona e parroco di Carloforte, ha introdotto il convegno citando don Giorgio Basadonna, primo Assistente Nazionale dell’AGESCI, affermando come la base dello scoutismo sia l’abbracciare in maniera piena e completa la vita cristiana. Lo scoutismo, non solo come fenomeno dell’associazionismo, o come movimento, ma come dono dello Spirito Santo alla società. “Un dono da custodire e da mettere a frutto, abbracciando la povertà come una risorsa, poiché quando lo scoutismo si mantiene povero, diventa ancora più ricco di amore per il prossimo”.
Riccardo Pintus, capo scout e responsabile di zona per la Diocesi di Iglesias, ha sottolineato come la scelta di vita cristiana racchiuda in maniera completa lo spirito dell’essere scout, rappresentando sia il punto di partenza che quello di arrivo per tutte le persone che si avvicinano allo scoutismo.
Padre Davide Brasca, nel suo intervento, che è servito da spunto di lavoro e di discussione per tutti i partecipanti, ha messo in evidenza come lo scoutismo sia un elemento di rottura, in una società come quella attuale che tende verso i valori materiali, scordandosi di guardare verso il prossimo e persino ostacolando le persone che cercano di abbracciare il Vangelo.
Con una provocazione, l’Assistente Nazionale dell’AGESCI, ha detto che in questa società probabilmente è tornato il tempo dello scoutismo clandestino, come negli anni dei regimi totalitari, solo che in questo caso si dovrebbe parlare di dittatura di un pensiero unico, che privilegia i beni materiali rispetto a valori come la solidarietà e l’amore per il prossimo. “Ritengo che lo scoutismo cattolico sia radicato in maniera profonda nel popolo – ha detto padre Brasca – un radicamento nato in maniera semplice, mai chiassosa”. Un rapporto con il popolo ed in particolare con gli ultimi che nasce in maniera diretta, perché lo scoutismo deve parlare con i fatti, restando sempre in prima fila al fianco di chi ha bisogno.
Tra i tanti spunti di discussione proposti da padre Brasca, ed elaborati dai partecipanti al convegno, nei tavoli di lavoro, è stata importante la riflessione sull’aspetto vocazionale della scelta di vita cristiana. Vocazione come scelta assoluta, un incontro personale e diretto con Dio, che avviene senza nessuna mediazione, ed è in grado di dare un senso a tutta la vita. Vocazione che non è il punto di arrivo, ma un punto di partenza, al quale poi seguono le scelte consapevoli e l’impegno continuo, in un percorso quotidiano, perché, secondo padre Davide Brasca “C’è molto da lavorare, per crescere e per camminare insieme al popolo di Dio, a volte accelerando il passo per spronare gli altri, ed a volte rallentandolo per non lasciare indietro nessuno”.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi