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09
Fri, Dec

Villamassargia Il ritorno del campione Stefano Guberti, un goal per cancellare anni di amarezze

S.I. Oggi
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A volte, la fine del tunnel ha l’aspetto di un bellissimo goal, desiderato nei tanti giorni passati a seguire il calcio dall’esterno, e cercato con grande determinazione una volta rimesso piede in campo.
Un tiro bellissimo che si insacca nell’angolo alto, all’incrocio dei pali, dove il portiere non può arrivare, mentre un urlo di gioia esplode. L’urlo di tutto uno stadio, ma soprattutto l’urlo di Stefano Guberti da Villamassargia, tornato al calcio giocato ed al goal, dopo tanti anni di amarezze, di difficoltà ed anche di ingiustizie.
Lunedì 25 aprile, contro il Novara, Guberti è tornato al goal, con indosso la maglia del Perugia, una squadra che in questi mesi ha creduto in lui e lo ha accompagnato verso il rientro sul terreno di gioco, dopo tanti anni persi a causa di una pesantissima squalifica e di una accusa infamante, quella di avere contribuito a vendere le partite delle sue ex squadre.
Un’accusa gravissima che gli è costata tre anni e mezzo di squalifica, secondo la quale Guberti aveva contribuito ad alterare i risultati delle partite del Bari e della Sampdoria, le squadre nelle quali giocava e che si erano trovate coinvolte nella bufera del calcioscommesse.
Anni passati a professarsi innocente, con alla fine un verdetto giudiziario paradossale, per il quale lui aveva pagato più di altri imputati, rei confessi e persino incarcerati dalla giustizia ordinaria.
Giustizia ordinaria che però, lo scorso settembre, ha prosciolto con formula piena Guberti, perché il fatto non sussiste, preludio alla grazia concessa a gennaio dal presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio.
Da allora le prime partite, i primi minuti a calpestare quei campi che lo avevano visto protagonista, in Italia e nelle coppe europee, con le maglie della Roma, della Sampdoria e del Torino, fino al goal di lunedì 25 aprile, una rete che scaccia i fantasmi e apre le porte ad una nuova avventura con la maglia dei grifoni.
Una avventura da vivere ancora una volta a mille all’ora, con la corsa e con i dribbling che lo avevano portato ai massimi livelli.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi