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09
Fri, Dec

Iglesias. Prima Guerra Mondiale. Un convegno al Minerario. Il contributo dei fanti sardi alla Grande Guerra

S.I. Oggi
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Sabato 7 maggio, l’aula magna dell’Istituto Minerario di Iglesias ha ospitato il convegno di studi intitolato “La fanteria nella grande guerra, il contributo dei fanti sardi”. L’evento è stato promosso nella cornice del centenario della Prima Guerra Mondiale e ha visto la partecipazione di numerose associazioni e personalità, con una buona e interessata presenza di pubblico e studenti. Presente anche la fanfara dell’associazione Nazionale Bersaglieri “Fanfara Iglesiente”, diretta dal capo fanfara Mario Pilliccu, che ha allietato la platea con inni e musiche adatte all’occasione.
La giornata è iniziata nell’atrio dell’Istituto con la deposizione della corona d’alloro alla lapide in memoria degli studenti del Minerario caduti in guerra, dopo il dibattito è cominciato con i saluti delle autorità: presenti in sala il Sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, il Dirigente scolastico dell’Istituto Minerario Paolo Lamieri, il Presidente del Comitato Iglesiente Centenario Grande Guerra Antonio De Rubeis e Piergiuseppe Sedda, Presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale del Fante di Carbonia Iglesias.
“Quella del centenario della grande guerra è innanzitutto un’occasione di riflessione – ha spiegato il professor Aldo Accardo – per vedere la Prima Guerra Mondiale in un’ottica diversa da quella che abbiamo imparato sui banchi di scuola. Qui la affrontiamo in una dimensione scientifica ed etica ma non moralistica. Fu una guerra e una strage, che cambiò per sempre il panorama mondiale, europeo e anche sardo”.
Toccante la relazione del Colonnello Luciano Sechi, noto per essere il compositore e il musicologo di “Dimonios”, il celebre inno della Brigata Sassari, che ha esposto la relazione intitolata “I fanti sardi nei Reggimenti della Grande Guerra. Sardos: soldados e omines in gherra”. “Ciò che mi interessa più di ogni altra cosa è l’uomo dentro la divisa. Le testimonianze che vi porto oggi provengono principalmente dai miei nonni, entrambi Arditi durante la guerra – ha detto il colonnello – La guerra, quella vera, è fatta di pidocchi, uomini feriti e mamme che non vedono più i propri figli. I nostri ragazzi partirono dai loro paesi senza niente in mano, senza sapere nemmeno dove la vita li avrebbe portati, destinati a posti per loro sconosciuti”.
A spiegare la parte tecnica il colonnello Mauro Scorzato, in passato direttore del museo storico della Brigata Sassari: “La Brigata divenne un’unità di successo della Prima Guerra Mondiale, guerra che è passata alla storia per aver introdotto un modo di combattere moderno in una guerra antica. È stata una guerra diversa da tutte le altre, sia per la sede dei combattimenti, perché per la prima volta fu scelta la montagna, sia perché fu protagonista di una rivoluzione delle armi da fuoco”.
Tra gli interventi sono da segnalare anche quello di Alberto Monteverde, che ha parlato della Grande Guerra dei sardi nelle raccolte fotografiche del Generale Carlo Sanna, progetto promosso dalla Fondazione Banco di Sardegna, quello del professor Italo Cuccu, sull’esperienza di un militare di leva, e quelli degli studenti della 4a e 5a Geo Pasquale Angioni, Manuel Galozzi, Gianmarco Cois e Alessio Loddi. Ha coordinato i lavori il dottor Giorgio Madeddu.

Francesca Figus

Sulcis Iglesiente Oggi