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Mon, Jul

Iglesias. Un appuntamento del festival letterario “Entula” “Maria di Isili”, una tragica figura femminile

S.I. Oggi
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Per “Maria di Isili”, il suo libro di esordio, lo scrittore cagliaritano Cristian Mannu, ha scelto un intenso ritratto di donna, sospeso tra la storia d’amore ed il dolore per un tragico destino, che avvolge tutti i personaggi. Un esordio che ha avuto il plauso della critica e gli ha permesso di ottenere prestigiosi riconoscimenti, come il premio “Calvino” per il 2015.
Venerdì 17 giugno, Cristian Mannu ha presentato il suo libro, pubblicato da Giunti editore, nei locali della Biblioteca Comunale di Iglesias, durante il secondo appuntamento del festival letterario “Entula”, organizzato dall’associazione “Liberos”, impegnata a dar vita ad una rete tra scrittori, editori, amministrazioni locali e appassionati della lettura, con il fine di promuovere e valorizzare la cultura in Sardegna.
Al centro del libro vi è una figura femminile complessa e sfaccettata, una donna che, con le sue scelte ribelli, è il motore di una vicenda che la porterà da una Isili ancora prigioniera di tradizioni arcaiche, ad una Cagliari nella quale emancipazione e modernità spesso si accompagnano al degrado economico e morale.
Un ritratto di donna che Mannu sceglie di raccontare con la voce delle persone che hanno conosciuto la protagonista, e che, oltre ad incontrarla, la hanno amata, odiata, invidiata, abbandonata, in un cortocircuito tra punti di vista differenti, che rappresentano un mosaico di non semplice interpretazione. Ogni capitolo del libro infatti, viene raccontato in prima persona da uno dei personaggi, ed ogni capitolo ha un suo diverso registro narrativo e linguistico, nel quale si passa dal linguaggio popolare a quello forbito, dagli accenti lirici al turpiloquio.
Durante l’incontro di Iglesias, presentato da Simona Tilloca, Cristian Mannu ha messo in evidenza le opere che hanno influenzato il suo libro di esordio, dalla letteratura classica greca, per arrivare ad autori contemporanei come Sergio Atzeni. “Il libro – per Mannu – è come una tragedia greca, senza tempo e senza luogo, malgrado l’ambientazione sarda sia palesemente espressa già nel titolo”. La Sardegna del libro però, non è solo un luogo fisico, ma un luogo dell’anima, nel quale confluiscono fantasie, ricordi e punti di vista soggettivi. Il personaggio di Maria, per l’autore, può essere interpretato anche come una metafora della Sardegna e della sua storia, durante la quale, in molte occasioni, le possibilità di sviluppo e di riscatto sono state soffocate da interventi esterni e da incertezze interne.
“Maria di Isili”, nel complesso, è un’opera che riesce ad affascinare il lettore, anche se, in molte occasioni, la vicenda si avvolge su se stessa, in un pessimismo infinito ed in una negatività totale, figlia della tragedia greca di Eschilo e Sofocle.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi