Si sono conclusi martedì sera con una grande processione i festeggiamenti, o meglio dire, le giornate di preghiere e di devozione dedicati alla Madonna dello Schiavo. Tutta Carloforte, ma proprio tutta, se si escludono gli ammalati e gli infermi ha partecipato raccolta al lungo corteo che si è snodato per le vie del paese con il simulacro della Madonna Nera. Alla processione hanno preso parte quasi tutti i sacerdoti della diocesi di Iglesias che in passato avevano svolto la loro opera pastorale a Carloforte e che quindi ben sanno con quanta fede e attaccamento gli isolani venerano la “loro” madonnina. Ad officiare le celebrazioni solenni è stato Monsignor Sebastiano Sanguinetti Vescovo di Tempio, quasi a voler suggellare un rapporto di continuità tra Carloforte e la diocesi tempiese, come ha sottolineato il parroco Don Gianni Cannas. Un grande parroco di Carloforte l’indimenticato Mons. Mario Ghiga, instancabile sostenitore del culto della Madonna dello schiavo fu, infatti oltre cinquanta anni fa nominato Vescovo di Tempio.
Le funzioni e le celebrazioni religiose per la Madonna Nera erano iniziate lo scorso 5 novembre quando la statua della Madonnina dall’oratorio a Lei dedicato era stata portata, com’è consuetudine, accompagnata dai ragazzi e dai bambini, nella chiesa di San Carlo Borromeo, dove per tutta la settimana era stata recitata la novena. Una copia del simulacro era stata portata inoltre da tanti isolani in pellegrinaggio nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria dove è stata celebrata dall’Arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio una messa solenne sia per i tanti carlofortini “emigrati” impossibilitati ad assistere alla grande processione, sia in segno di ringraziamento ai Padri Mercedari che nel 1803 avevano contribuito alla liberazione dei quasi mille schiavi carolini.
Nicolo Capriata
Carloforte. Una grande folla per la festa. In processione con la Madonna Nera
Aspetto
- Font Size
- Default
- Modo Lettura
