L’idea era nata a inizio anno, in occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, per dare continuità ai momenti di condivisione e per preparare tutti insieme l’arrivo del Natale. Martedì 13 dicembre, a Carbonia, nella sede della Chiesa Battista, si è tenuto un incontro ecumenico, una liturgia della parola organizzata insieme alla parrocchia di Cortoghiana ed al parroco don Andrea Zucca.
Canti, preghiere, momenti di fraternità ed una importante meditazione sul significato del Santo Natale,una riflessione nata dalla lettura delle Scritture e dal commento proposto dalla pastora Elizabeth Green e da don Andrea Zucca.
“È nato per voi il Salvatore… non temete!” è stato il titolo dell’incontro, durante il quale, in un momento particolarmente suggestivo, sono state accese le candele dell’Avvento.
Don Andrea Zucca ha commentato un brano tratto dal Libro del Profeta Isaia, con al centro l’invito ad avere fiducia nel Signore e a non avere paura, malgrado le tribolazioni e le difficoltà che la vita può riservare. “Dio aspetta di incontrarci e noi dobbiamo prepararci a ricevere grazia e tenerezza. Nonostante le nostre fragilità non si può avere paura di un Dio che sceglie di nascere e di morire per amore del genere umano”.
Al centro del breve commento anche una riflessione sull’importanza di mettere al primo posto, nella vita, la Lieta Novella, senza fare delle cose terrene un idolo. “Non il denaro, non i beni materiali, non le altre persone che ci stanno vicine e nemmeno noi stessi, ma al centro di tutto la speranza e la gioia di incontrare il Signore”.
La pastora Elizabeth Green, nel suo intervento, ha preso spunto dalle parole del Vangelo di Luca, che raccontano l’annunciazione ai pastori della nascita di Gesù. “Tre parole sono importanti in questo brano del Vangelo, la luce che è il segno della presenza di Dio nel mondo, la gioia che deve distinguere i fedeli e la pace, che rappresenta il più grande dono di Dio al genere umano”. Per Elizabeth Green queste tre parole, che uniscono tutti i cristiani, durante il Natale diventano concrete, portate nel mondo dalla nascita di Gesù.
Al termine dell’incontro un momento di fraternità ed un arrivederci, per preparare insieme il prossimo incontro di preghiera per l’unità di tutti i cristiani.
Jacopo Casula
